La bellezza e l’importanza di certe notti

Lazio.-Verona 3-3, quinto posto in classifica, terzo anno consecutivo davanti ai cugini, qualificazione in Europa League raggiunta. Questo il verdetto al termine della stagione conclusa ieri, e fin qui è la fredda cronaca. Potremmo provare a fare un bilancio di fine anno, sicuramente ci sarà chi sarà contento del traguardo raggiunto chi avrà da mugugnare perché si poteva fare di più, ma resterebbe un giudizio personale, mentre nessuno potrà mai negare che sabato sera lo stadio è stato una meraviglia! La bellezza di certe notti e 55.000 anime per uno spettacolo bellissimo, uno stadio pieno come non accadeva da…neanche me lo ricordo più, anzi se non fosse stato per il distinto lasciato ai veronesi e quella mezza curva Maestrelli ancora non aperta, per me ero lo stadio di Italia 90. E chi c’era all’Olimpico per quel mondiale sa di cosa parlo, mancava solo la Ola! Eccolo il patrimonio da non disperdere più, eccolo il patrimonio da preservare gelosamente, da coltivare, da invogliare, da coccolare, da accompagnare. La meraviglia di famiglie intere, di generazioni di famiglie intere, tutte di biancoceleste vestite incamminarsi fin dal parcheggio dell’Auditorium, da Piazzale Clodio, Ponte Milvio. Un fiume, un mare, un oceano di passione: di padre, in figlio, in nipote mano nella mano, una bandiera, una sciarpa e l’amore per quei colori che non finirà mai. E poi il calore dentro lo stadio, suoni, cori, inni, una magia che non può passare inosservato a chi DEVE prendere le decisioni e non sempre le prende GIUSTE. La Curva Nord resta il fortino inespugnabile, ma una Tribuna Tevere come la nostra non ce l’ha nessuna altra squadra al mondo e se alla Tevere tu aggiungi anche tutto quello che va verso la curva Maestrelli non è più lo stadio Olimpico ma diventa Anfield, la Bombonera e Ibrox Park tutto in uno, e allora poi parliamone! Ecco che, la rimonta sotto di 2 gol dopo un quarto d’ora, il gol di Pedro e l’aquila mimata con le mani sotto la Nord, il giro di campo, la festa a Leiva e a tutti quelli che il prossimo anno non ci saranno più, Immobile premiato come miglior attaccante della serie A, la passeggiata di Sarri sotto la curva al fischio finale e quella mano battuta sul petto, i cori a Milinkovic Savic per sognare di poter cambiare un destino, i Giardini di Marzo come neanche You’ll never walk alone, tutto bello, tutto da laziali, ma non disperdere tutto questo è la missione della prossima stagione, perché uno stadio così forse non ti rende invincibile ma ti rende immortale. L’importanza di certe notti. Forza Lazio

Informazioni su Mauro Simoncelli 295 Articoli
Vicedirettore di MondoLazio. Giornalista pubblicista dal 2004. Redattore di Lazialità e della trasmissione televisiva Lazialità in Tv su Teleroma 56 dal 2001. Conduttore dal 2014 di uno spazio sull'emittente Radio Incontro Olympia 105.8 in Fm. Collaboro attualmente con il sito all-news Notizie.com

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