Immobile addio all’Azzurro? Ecco i “perché” dei diversi risultati tra Lazio e Nazionale

Roma – c’era una coraggiosa ed anche un po’ incosciente invettiva del grandissimo attore Ettore Petrolini, che durante il ventennio fascista, scimmiottando Mussolini, recitava più o meno così: “Quando il popolo s’abitua a dittè che sei bravo, pure quando nun fai niente, te dice sempre che sei bravo”, strano ma vero, non è il caso di Ciro Immobile in Nazionale. Sì perché il centravanti della Lazio, uomo dei veri record in carriera, scarpa d’oro, trascinatore e capitano della formazione biancoceleste, ogni volta che si deve misurare con la maglia tricolore e soprattutto con il gioco che gli chiede di fare Mancini va in sostanziale difficoltà. In questo approfondimento andiamo a ricercare le motivazioni di questo sostanziale scarto di prestazioni.

Posizione – Quello che salta subito agli occhi, analizzando i numeri, le statistiche e la lavagna tattica delle ultime partite di Immobile in Nazionale e di Immobile con la Lazio di Sarri è la differenza di posizione in campo. Nel 4-3-3 di Mancini, vuoi per un motivo, vuoi per un altro, Immobile gioca in una fascia di campo che abbraccia prevalentemente il cerchio di centrocampo la propria trequarti e, solo in minor parte, la trequarti avversaria. Nell’undici titolare, addirittura Immobile gioca più o meno gli stessi minuti sulla stessa linea di Barella e visibilmente dietro alle vere due punte del modulo di Mancini, ovvero Insigne. Nella Lazio, invece, non c’è dubbio sulla posizione in campo del ragazzo, è sempre il più avanzato dello scacchiere. Sarri gli riduce il raggio d’azione alle zone della trequarti avversaria  e soprattutto dell’area opposta, in 12 km percorsi nelle due partite, solo una piccolissima parte è nel cerchio di centrocampo.

Numeri – La Nazionale di Mancini, nonostante faccia del possesso palla e di tale proclamo un dettame di gioco, in realtà occupa poco la metà campo avversaria. Il possesso è prevalentemente nel cerchio di centrocampo e la migliore percentuale di passaggi riusciti nelle ultime tre partite disputate (Svizzera, Irlanda del Nord e Macedonia) resta quello dei difensori centrali e, solo poi, di Jorginho. Prendendo in esame le ultime tre presenze di Immobile nella squadra di Mancini (ricordiamo che Immobile non gioca le partite di novembre e dicembre contro Svizzera e Irlanda del Nord, che avrebbero comunque potuto evitare lo spareggio, per infortunio), contro la Bulgaria (finita 1-1 a settembre 2021) l’Italia va al tiro per 26 volte, solo 3 sono ad appannaggio di Immobile, alla fine della gara il calciatore con più tiri è Chiesa (6 ed 1 gol) ed Insigne (5 e 0 gol). Contro la Svizzera l’Italia tira 8 volte in porta solo Insigne ne totalizza 5, 1 tiro Immobile.  Nell’ultima partita contro la Macedonia l’Italia va al tiro per 32 volte, solo 3 sono di Immobile. Immobile con un totale 26 tiri in 6 partite giocate, è l’attaccante azzurro che viene messo meno in condizione di tirare e giocare in attacco verso la porta. Le statistiche di possesso palla sono significative: i giocatori d’attacco Insigne e Berardi (non Immobile che invece è quello che ha il possesso palla ed il numero di tocchi inferiore della squadra) sono i calciatori che detengono il maggior possesso palla facendo registrare però 0 passaggi filtranti e 0 passaggi chiave. La scelta di servire la profondità è pari a 3 tentativi con la Bulgaria e 1 con la Svizzera e 3 contro la Macedonia. La Lazio di Sarri invece ha una media di possesso palla che sfiora il 66% a partita, di cui il 33% esclusivamente nella metà campo avversaria. In pratica la metà del tempo che la Lazio gestisce la palla è nella metà campo offensiva. Gli attacchi sono prevalente con gli esterni e con i centrocampisti che si inseriscono, fornendo però la media di 8 passaggi chiave a match. Con Sarri Immobile tocca la metà dei palloni giocati totali, con un possesso palla di due volte superiore a quello che ha in Nazionale.

Compagni – Da qui si arriva al binomio, modulo di gioco/caratteristiche dei compagni. Provando ad interpretare i numeri e quello che Mancini chiede agli interpreti, Insigne e Berardi, 8 volte su dieci tendono a partire dall’esterno per andare al tiro accentrandosi questo sempre avendo toccato la palla più di tre volte e cercando sempre sopra i 3 tocchi le triangolazioni. Il gioco di Sarri si struttura tutto su i passaggi di prima ed il gioco massimo a due tocchi proprio per non mandare fuori giri il riferimento offensivo centrale. Gli esterni di Sarri partono dalle fasce per accentrarsi, al fine però di trovare le giuste imbucate e triangolazioni veloci. Quasi sempre il centravanti, giocando esclusivamente in proiezione offensiva è l’unico esente da compiti di copertura, proprio per non minare la lucidità in fase di attacco. Insigne, i numeri infatti lo confermano, con Sarri e con Mancini pur occupando la stessa posizione sullo scacchiere, in realtà occupa ruoli molto diversi tra loro, risultato: con Sarri facendo coppia con Higuain, lui superava la doppia cifra in assist ed Higuain diventava scarpa d’oro; con Mancini lui è il giocatore di maggior attacco ma in termini di assist e di gol spesso i valori non sono sufficienti senza un centrocampo che toglie le castagne dal fuoco. Immobile comunque con 15 gol all’attivo resta il miglior realizzatore della nazionale in attività.

Alessio Aliberti

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