FOCUS – In difficoltà contro le difese a 3 ed il doppio trequartista

Roma – Il cammino verso un posto in Europa per la Lazio non è compromesso, ma i 0 punti ottenuti nella stracittadina, con conseguente sorpasso dei giallorossi, rendo dura la vita alla compagine allenata da Maurizio Sarri. Ciò che ha stupito di più nel derby è stato il fatto che i biancocelesti, reduci da mesi di ottime prestazioni, non siano riusciti a mettere mai in difficoltà la propria avversaria. Il gol segnato dopo appena un minuto di gioco è sicuramente stato un fattore che ha influito sull’atteggiamento e lo spirito della squadra per il resto del match, psicologicamente parlando. Nel secondo tempo, però, quando la Lazio era ormai completamente fuori partita, c’è stato solo un timido accenno di vivacità nei primi 10 minuti, poi ancora buio e nessun tentativo verso la porta. La difesa a 5, in fase di non possesso, schierata da Mourinho con 3 centrocampisti a supporto davanti la linea, ha chiuso qualsiasi spazio possibile ad Immobile e compagni, concedendo un solo tiro in porta nella prima frazione di gioco ed uno nella seconda, qualche inserimento e nulla più. I biancocelesti si sono ritrovati a corto di idee per provare a bucare le linee strette della Roma, il fraseggio non ha mai portato ad occasioni concrete, ogni avanzata s’è infranta contro un muro. La chiave di volta dei giallorossi è stata proprio la fase di ripiegamento, non hanno dato modo alla Lazio di avere praterie da sfruttare in ripartenza per far male. Inoltre, il posizionamento dei due trequartisti alle spalle delle due mezze ali della Lazio, ha consentito proprio a Mkhitaryan e Pellegrini di trovarsi sempre liberi dalla metà campo in su, con il solo Leiva da dover affrontare. L’allenatore portoghese ha saputo intrappolare la Lazio, il cui atteggiamento tattico sarebbe potuto variare per cercare nuove soluzioni.

Casi – Nel corso della stagione, i biancocelesti sono spesso andati in difficoltà con le squadre, spesso schierate a 3 in difesa, che gli hanno lasciato meno campo a disposizione. Gli uomini di Sarri esprimono il miglior calcio quando hanno spazio per giocare di prima e trovarsi a memoria, giocatori come Luis Alberto, Milinkovic, Immobile, ecc. si esaltano nel momento in cui hanno visione completa dei spazi a disposizione dei propri compagni per cercarli e servirli. Con il Torino nel match d’andata non andò così, solamente 2 tiri nello specchio per la Lazio che pareggiò allo scadere su calcio di rigore e chiuse sull’1-1, stesso discorso nella sconfitta per 3-0 al Dall’Ara a Bologna. Nel 4-1 subito con l‘Hellas, nel 4-4 in casa con l’Udinese e nell’1-1 al ritorno, la squadra ha forzato per trovare la via del gol, ritrovandosi però continuamente scoperta sui ribaltamenti di fronte avversari. Inoltre, la presenza del doppio trequartista ha avuto sempre successo contro la Lazio, mai in grado di contenere le varie coppie affrontate, come Barak-Caprari, Orsolini-Soriano e Pasalic-Ilicic. Le due sfide con l’Atalanta terminate in pareggio, specie la seconda con la squadra di Gasperini falcidiata dalle assenze, sono altri due esempi di come la Lazio abbia bisogno di un piano B, una variante a livello tattico, nel momento in cui deve fronteggiare squadre più chiuse che tendono a concedere poco.

Edoardo Colletti

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