Wilson, il Capitano della mia prima Lazio

Non sono giorni facili per tutti noi, non abbiamo ancora smesso di indossare le mascherine per questa pandemia che ci ha cristallizzato le vite da oramai due anni che da una settimana abbiamo addirittura la guerra alle porte a farci dormire ancora meno tranquilli, ecco perché il calcio resta motivo di svago, la partita della nostra Lazio un modo per staccarsi quasi dalla vita reale e pensare che una diagonale difensiva poteva essere fatta meglio. Ieri sera noi laziali siamo andati per questo a dormire con un sorriso accennato sulle labbra, il sarrismo di Maurizi Sarri tanto invocato e ricercato da inizio campionato sembra davvero aver fatto breccia nella testa e nei muscoli dei nostri giocatori così da passare come un rullo sul Cagliari di Mazzarri e stampare una vittoria ancor più netta nel gioco che nel risultato. Poi apri il cellulare di domenica mattina e trovi la prima notifica che ti gela il sangue: è morto Pino Wilson! Il capitano. Per quelli della mia generazione Wilson è stato un simbolo, un icona, l’ultimo baluardo prima di arrivare a Pulici, il numero 1 con i guanti di lana per impedire che la Lazio subisse un gol. Quella Lazio è già diventata leggenda per aver vinto uno scudetto irripetibile al secondo anno dopo la promozione in serie A e perché aveva un allenatore con idee che sarebbero moderne anche oggi nell’epoca degli scienziati in panchina, ma anche perché incarnava in ognuno di loro la voglia di rivalsa, la voglia di sorprendere, di rovesciare la storia. E Pino Wilson era IL CAPITANO di quella banda che rovesciò la storia del calcio in Italia. Wilson era nato a Darlington in Inghilterra prima di trasferirsi a Napoli dove nell’Internapoli cominciò la sua carriera calcistica e dove la sua storia personale prese la prima piega decisiva perché lì incontrò Giorgio Chinaglia, amico fraterno con il quale condivise il salto nella Lazio di Umberto Lenzini. Wilson e Chinaglia, Pino e Giorgio, Il Capitano e il Condottiero, eccoli i nuovi eroi dei laziali dell’epoca. Nel 1969 cominciarono insieme la loro avventura alla Lazio, con Tommaso Maestrelli in panchina: prima la promozione in Serie A, poi quel clamoroso, incredibile, irripetibile scudetto, appunto, quello del 1974. 369 partite con la maglia biancoceleste e 6 gol prima di accettare l’invito proprio del suo amico Chinaglia e di condividere con lui l’avventura negli States con i Cosmos e il Montreal. Undici anni e 369 partite praticamente tutte con quella fascia rossa al braccia, maglia fuori dai pantaloncini e petto in fuori nell’affrontare qualsiasi avversario e uscire vincitore da qualsiasi duello anche quello più fisico nonostante una struttura non da difensore d’altri tempi, ma tempismo e senso dell’anticipo come pochi tanto da farlo arrivare anche il Nazionale e partecipare ai Mondiali tedeschi del 1974, poco fortunati per l’Italia di Valcareggi. Al termine della carriera aveva scelto di restare a vivere a Roma oramai sua città adottiva e non ha mai mancato di restare attaccato alla Lazio, ai suoi tifosi alla sua gente. Aveva scelto di raccontare il suo sentimento di laziale tutti i giorni intervenendo nelle radio che si occupano della prima squadra della capitale e questo lo aveva aiutato a restare in contatto con la sua gente, continuando anche a tramandare la magia eterna di quella squadra, di quello scudetto di quell’impresa che resterà eterna. Ecco perché per le generazioni a seguire, Wilson è rimasto sempre e comunque ‘Il Capitano’. Wilson se ne è andato all’improvviso, colpito da un ictus che non gli ha lasciato scampo, un altro di quella Lazio leggendaria che lascia un vuoto incolmabile in una tifoseria che ha tanto bisogno di figure a cui legarsi e quando le trova non le abbandona più. Oggi è un giorno di lutto per la gente laziale però sappiamo che lassù un’altra stella da questa notte si è accesa e brillerà sempre a nostra protezione. Il nostro Capitano ha ritrovato il suo Maestro e il suo Condottiero compagni di mille battaglie. Ne sono sicuro da ora in poi lassù non ce ne sarà più niente per nessuno!

Informazioni su Mauro Simoncelli 295 Articoli
Vicedirettore di MondoLazio. Giornalista pubblicista dal 2004. Redattore di Lazialità e della trasmissione televisiva Lazialità in Tv su Teleroma 56 dal 2001. Conduttore dal 2014 di uno spazio sull'emittente Radio Incontro Olympia 105.8 in Fm. Collaboro attualmente con il sito all-news Notizie.com

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