A Salerno è 0-3 e Lazio-show, porta inviolata e tre reti da antologia

Arechi – A Salerno la Lazio è travolgente, modestia dell’avversario a parte. I biancocelesti mettono in campo tutte le indicazioni di Sarri e la grinta giusta per tornare a Roma con i tre punti. In attesa delle sue concorrenti che giocheranno domani, la Lazio si lancia alla rincorsa europea, con un Immobile in grande spolvero e un Milinkovic da incorniciare. Unici nei la squalifica di Cataldi e l’uscita anzitempo di Pedro per un problema muscolare. Lo spagnolo potrebbe essere a rischio per l’Atalanta. Ma oggi è il giorno della festa, della festa e della vittoria, da riguardare e ripetere, più volte possibili fino a fine stagione.

Dominio – All’Arechi la Lazio non ha mai vinto, nonostante la sua storia ultracentenaria. I ragazzi di Sarri cercano subito di invertire la tendenza, attraverso il gioco ed il possesso palla. I primi cinque minuti tutti i presupposti riescono perfettamente ed al 6° arriva anche il gol, di pregevole fattura. Luis Alberto inizia l’azione servendo in profondità Milinkovic, che con un tacco al volo, uno “scorpione”, serve di prima Immobile dentro l’area, il quale non può fare altro che piazzare il sinistro e battere Belec per l’1-0. Non c’è un attimo di respiro, stavolta è la Lazio ad essere letale nei primi 15 minuti, invece che subire le segnature avversarie. Al 9° ancora Milinkovic raccoglie un suggerimento al volo di Hysaj, serve in profondità Pedro, che porta palla, calibra l’assist e trova al centro dell’area ancora Immobile. Il capitano raccoglie il cioccolatino e sigla il 2-0, tornando a capo della classifica cannonieri.

Consolidamento – Dopo il doppio vantaggio la Lazio sale in gestione palla, Cataldi è sempre l’uomo più cercato, assolve perfettamente il gioco a due tocchi richiesto da Sarri, ma al 27° in seguito ad un gioco pericoloso viene ammonito. E’ un giallo pesante perché, diffidato, salterà Lazio-Atalanta. Al 36esimo ancora occasione per la Lazio da palla ferma. Luis Alberto calibra, Immobile raccoglie di testa, la palla si stampa nella traversa interna, sbatte sulla linea, ma non entra interamente. Ciro sfiora la tripletta, è biancocelesti show. Al 40° tegola per Sarri, si ferma Pedro sentendo tirare il polpaccio, al suo posto entra Felipe Anderson. La speranza è che lo spagnolo si sia fermato in tempo. Dal primo al secondo tempo lo spartito non cambia, la Lazio resta in controllo e Milinkovic in cattedra. Al 53° ancora invenzione del serbo per Hysaj, azione fotocopia del secondo gol ma l’assist non è altrettanto buono come quello di Pedro, e la difesa granata respinge.

Tre punti chiave – Scoccata l’ora di gioco Sarri opera i primi cambi non forzati. Fuori Cataldi e Marusic, dentro Leiva e Lazzari. L’esterno lombardo è subito frizzante sulla sua fascia di competenza ed alla prima azione fa ammonire il suo diretto avversario. La sensazione è che la Lazio abbia in controllo tutta la partita e stia solo aspettando il fischio, ma proprio prima di esso un’altra azione travolgente sulla destra orchestrata da Immobile e Felipe Anderson mette Lazzari davanti a Belec. Il numero 29 non sbaglia e nell’esultanza non manca un pizzico di polemica verso la panchina, quasi a dire: “Ci sono anch’io!”. Da qui in poi la partita conta solo per le cronache. Nel finale Sarri da soddisfazione anche a Luka Romero e Vavro, concedendo al primo qualche altro minuto in serie A, dopo l’esordio con lo Spezia; e al secondo l’esordio assoluto per questa stagione. Al 90° c’è anche un rigore clamoroso per la Lazio, non sanzionato da Abisso. Poco male, la Lazio torna a Roma con i tre punti e zero reti subite.

Alessio Aliberti

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