ANALISI TATTICA – L’Empoli di Andreazzoli

Roma – Torna all’Olimpico Andreazzoli, il tecnico dell’eterna sconfitta, affronterà nuovamente i biancocelesti nella prima giornata del girone di ritorno. Solo quattro punti separano Empoli e Lazio in classifica, rispettivamente la nona e l’ottava forza del campionato. I toscani sono senza dubbio la squadra rivelazione di questa prima parte di stagione. Nel girone di andata i toscani si sono tolti numerose soddisfazioni come espugnare lo Juventus Stadium o il Maradona, battere i rivali viola nel derby al Castellani o sconfiggere l’ex allenatore al Mapei Stadium.  

Tattica – Un impianto di gioco chiaro, 4-3-1-2, supportato da un’ossatura di squadra ben definita; dal portiere, Vicario, al mediano, Ricci, fino alla punta, Pinamonti. Una squadra molto mobile, la seconda dopo la Lazio per media chilometri percorsi a partita. I ragazzi di Andreazzoli costruiscono dal basso la maggior parte delle volte, amano molto giocare in verticale, con le punte che tendono, una a venire incontro alla palla, e l’altra che aggredisce lo spazio alle spalle della retroguardia avversaria. In fase di possesso sono le cosiddette “catene” a fare la differenza, grazie ad una fitta serie di rombi e triangoli che si creano tra le mezz’ali, le punte e gli esterni, i toscani arrivano spesso a servire il trequartista (Bajrami il migliore) che può inventare per le punte. Tuttavia la ricerca del fondo per il traversone in area rimane un punto di forza. 

Fase di non possesso – Gli Empolesi hanno un sistema difensivo votato al pressing, non a caso sono i primi per azioni di pressing sulla trequarti avversaria. Una pressione orientata per spingere l’avversario in possesso palla sull’esterno dove si possono innescare le pressioni individuali e gli uno contro uno. Grazie al centrocampo a rombo i toscani soffrono maggiormente i cambi di gioco repentini, in considerazione del fatto che spesso, sia le due punte che il trequarti rimangono sopra la linea della palla. 

Antonio Frateiacci

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