FOCUS – L’analisi tattica: L’Udinese di Luca Gotti

Roma – I biancocelesti ospitano all’Olimpico i friulani nel posticipo della quindicesima giornata. Sarri e i suoi sono chiamati a reagire dopo la brutta sconfitta rimediata a Napoli. Gotti ha portato i suoi in ritiro dopo le brutte prestazioni contro Torino e Genoa, e pretende delle risposte sul campo dai ragazzi. Dopo l’esperienza insieme al Chelsea, quando Gotti faceva il secondo di Sarri, i due tornano ad affrontarsi in serie A per la quarta volta. Due a uno il bilancio dei precedenti a favore del laziale. In questo approfondimento analizzeremo la prossima avversaria dei biancocelesti.

Gotti è riuscito a dare un’impronta ben visibile alla squadra fin dall’inizio del suo percorso in bianconero. Su tutti lo schema di gioco, un 3-5-2 che, in fase di possesso, si trasformava in un 3-1-4-2, con l’abbassamento del vertice basso davanti alla difesa, e l’innalzamento degli esterni di centrocampo. In questa stagione Gotti ha leggermente modificato il modulo iniziale passando al 3-4-2-1, il doppio trequartista permette di trovare spesso spazi fra le linee avversarie ma allo stesso tempo diminuisce la densità in mezzo al campo passando in fase di possesso al 3-2-4-1. Un impianto che permette di sfruttare al meglio le caratteristiche dei suoi uomini di maggiore qualità come Pereyra e Deulofeu. 

Fase di non possesso – Gli esterni si abbassano formando una retroguardia a 5, mentre i due centrocampisti interni arretrano sulla linea dei 25 metri, le mezze punte a fare pressione sul portatore, ottenendo così una diga difensiva piuttosto fitta. I friulani così riescono, solitamente, a mantenere la superiorità numerica difensiva rispetto agli offendenti avversari, evitando contropiedi e costringendo gli avversari ad affidarsi al tiro dalla distanza.

Punti di forza – Possiamo considerare senza dubbio la struttura fisica importante dei suoi componenti, capaci di vincere gran parte di duelli fisici in campo e offrire più soluzioni di gioco alla squadra. Allo stesso tempo, si nota grande abnegazione nel rincorrere l’avversario, anche da parte di chi non fa della corsa la sua arma migliore. Una squadra operaia quindi che, anche grazie alle scelte del suo tecnico, ama sviluppare il gioco sulle corsie esterne arrivando al traversone con le ali.

Punti deboli – Si notano spesso alcuni buchi nella mediana. I raddoppi sugli esterni in fase di non possesso, invece, non avvengono con costanza e si passa troppo poco attraverso i centrocampisti, questo incide anche sul palleggio nella propria metà campo, spesso inesistente. Tanto è che l’undici di Gotti è penultimo nella classifica di possesso palla.

Antonio Frateiacci

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