La Lazio crolla a Napoli: biancocelesti imbarazzanti

Nella notte di Maradona, la Lazio resta negli spogliatoi dello stadio a lui dedicato. Timorosa, senza nervo, incapace di creare il minimo pericolo, la squadra di Sarri si sgretola sotto i colpi del Napoli. Da una parte una squadra con la bava alla bocca che aggredisce il campionato. Dall’altra una squadra, anzi una non squadra, troppo brutta per essere vera. Il primo tempo (che si chiude 3-0 per gli azzurri) è senza storia. Al Napoli riesce tutto, anche gol con tiri meravigliosi. La Lazio non prova neanche a creare qualcosa (se non due occasioni nel giro di cinque minuti con Luis Alberto e Acerbi).

Pronti, via e il Napoli chiude la gara in nove minuti: Cataldi sbaglia l’aggancio e regala a Zielinsky il tap-in dell’1-0: Mertens raddoppia dopo aver messo a sedere mezza difesa, poi si inventa un gol da favola con un tiro a giro meraviglioso. E la Lazio? assente. Sin dalle prime battute. Dopo cinque mesi di lavoro (iniziato a Luglio) la mano di Maurizio Sarri ancora non si vede. Tra il sarrismo e una squadra in piena difficoltà, i tifosi biancocelesti speravano di vedere almeno una via di mezzo.

Niente di tutto questo: zero tiri in porta con la Juventus, un umiliazione pazzesca a Napoli. La Lazio dovrebbe chiedere scusa: ai tifosi che sono andati al San Paolo e a chi davanti alla televisione è rimasto basito.

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