Cataldi e la rinascita, quando la maturità e la fiducia diventano decisive

Roma – “Danilo è il giocatore che ha reso di meno rispetto alle qualità e alle aspettative su di lui – ci diceva Massimo Drago suo allenatore ai tempi del Crotone questa estate – E’ un giocatore di qualità e personalità, ma si è un po’ perso. La concorrenza (Milinkovic, ndr) lo ha destabilizzato invece che stimolato, ancora oggi si sente importante alla Lazio, forse con Sarri riuscirà a mettere in mostra le sue capacità”. Queste le parole, profetiche, su Cataldi che sin dal ritiro di Auronzo di Cadore aveva fatto intuire che questa fosse la sua stagione, quella che finalmente per maturità e possibilità lo avrebbe fatto diventare ciò che aveva sempre sognato di essere. Un giocatore decisivo per la Lazio.

Numeri – Il Comandante, diciamolo sottovoce, ma sembra aver trovato il suo Jorginho anche alla Lazio. Danilo Cataldi ha sicuramente contribuito al miglioramento del gioco biancoceleste, con lui in campo dal primo minuti la Lazio non ha mai perso. Le sue prestazioni dal primo minuto sono state 3: contro Torino, Fiorentina ed Atalanta. Sarri gli aveva concesso anche mezz’ora (decisiva, ndr) contro la Roma e qualche minuto contro Spezia, Inter e Cagliari. In totale da inizio stagione ha messo insieme 9 presenze per 356 minuti giocati. Ha realizzato un gol e 3 tiri in porta. Ma i dati più interessanti, e che hanno convinto a Sarri, sono quelli relativi ai passaggi: 261 tentati, 237 riusciti per una media percentuali del 91% (Jorginho aveva il 92% al Napoli).

In Regia – Ma se la regia è fatta soprattutto di impostazione, nelle squadre di Sarri il regista deve anche essere il giocatore più intelligente tatticamente, e che anzitutto difende prima di attaccare. Cataldi è migliorato anche in questo. La sua media di corsa nelle partite giocate da titolare supera i 10 km, ma soprattutto è convincente nel recupero del pallone. I dati parlano di 28 palloni recuperati, 11 tackle e ben 15 contrasti vinti. La sua dinamicità ed estrema disponibilità ad essere il primo a chiamare il pressing ed il primo ad andare a prendere il portatore di palla, lo rendono prezioso e forse unico, attualmente nella rosa della Lazio, a poter fare le due fasi con tale qualità. Chissà se il “nostro” Drago, che avevamo sentito questa estate, starà ridendo sotto i baffi vedendo le prestazioni di Danilo.

Alessio Aliberti

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