Atalanta – Lazio: l’analisi tattica

Roma – Sta diventando un nuovo classico del campionato italiano, la sfida tra Atalanta e Lazio, due formazioni votate all’attacco e al bel gioco. I biancocelesti affrontano una squadra ostica, permeata al cento per cento dalle idee del suo allenatore, vero manico della formazione e dei successi orobici. Gasperini non fa segreto del suo gioco ultra offensivo, schierando il solito 3-4-1-2, con i due centrali ad impostare ed in fase di possesso i due esterni che si trasformano in due ali, agendo praticamente alla stessa altezza dei due attaccanti. Quando i nerazzurri costruiscono dal basso il terzo centrale si sposta e va a rinforzare la linea mediana affiancando Freuler e De Roon per non perdere la superiorità numerica in mediana. I fulcro del gioco d’attacco è tutto sul trequartista (Malinovski), che sarà l’osservato speciale della retroguardia laziale. Dall’inizio del campionato la squadra di Sarri soffre i giocatori che si posizionano tra le linee e allungano le distanze tra i reparti di difesa e centrocampo.

Transizioni – Altro punto centrale del gioco di Gasperini sono le transizioni e le differenze tra esse. L’Atalanta a secondo della situazione di gioco riesce a modificare il proprio assetto ed a fare in modo, grazie alla sua sempre imperante fisicità, di mutare una situazione di difficoltà in una situazione a proprio favore. Le due transizioni positive (ovvero con quelle con il pallone in possesso) si sviluppano sempre ricercando un contropiede veloce attraverso lanci per gli esterni oppure per la punta, solo, nelle fasi finali di primo e secondo tempo, causa la stanchezza, preferisce consolidare il proprio possesso e compiere una costruzione più lenta. Durante la fase di non possesso l’Atalanta si dispone con un modulo di tipo 5-3-2, in cui gli esterni di centrocampo arretrano sulla linea difensiva, un trequartista torna a centrocampo e in zona più avanzata rimangono la prima e la seconda punta. Perso il possesso, il primo obiettivo dell’Atalanta è quello di ricompattarsi il più velocemente possibile. Il difensore che aveva alzato la propria posizione durante la fase di costruzione ritorna e gli esterni si accentrano per creare densità.

Target – La Forza dell’Atalanta è il pressing alto ed il forcing in fase offensiva spesso portato da oltre 6 giocatori. Un suo punto debole, invece, è il contropiede avversario. Se l’avversario è abile a saltare la prima linea di pressione con un dribbling o un passaggio, molto spesso la difesa bergamasca si trova in inferiorità numerica ed è costretta a fare fallo. La qualità dei palleggiatori biancocelesti in fase di costruzione sarà decisiva.

Alessio Aliberti

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