Essenza Lazio, contro la Fiorentina decide Pedro

Olimpico – Una Lazio non brillantissima ma essenziale vince in casa contro la Fiorentina. Il match non è bello, molto tattico, l’importante resta la vittoria. Da notare il primo cleansheet della stagione, grazie anche al ritorno della difesa titolare e dei meccanismi maggiormente rodati dietro. Buona sotto tutti i punti di vista la prestazione di Luis Alberto, che rimane in campo 94 minuti. In cattedra come al solito Milinkovic, autore di un assist ed un Pedro in grande spolvero, stile derby. Lo spagnolo decide una gara fondamentale e concede maggiore tranquillità al suo stimato direttore d’orchestra, la Lazio in classifica rimane attaccata al treno delle prime.

Blocco – E’ la notte del riscatto dei titolari, la notte post ritiro imposto dalla società e dalle risposte più o meno decisive. I biancocelesti devono dimostrare, di fronte al proprio pubblico, di essere una squadra vera e con gli attributi. Il match è subito tattico, le squadre sono messe a specchio, la Fiorentina tenta il pressing alto, ma al primo sbaglio è subito Luis Alberto ad imbeccare la verticale per Ciro Immobile, che fa tutto bene, tranne il sinistro che si spegne sul fondo. Al 20esimo la partita è ancora bloccata, le occasioni sono una per parte, quando dopo una buona manovra di Callejon, la Fiorentina riesce ad arrivare alla conclusione di testa con Vlahovic, ma la palla finisce sopra la traversa. I biancocelesti fanno fatica, fanno fatica nelle idee e nell’applicazione del pensiero tattico. Due brutte palle perse da Luis Alberto fanno innervosire Sarri, Lazzari è tra i più attivi sulla fascia, ma Felipe Anderson deve ancora entrare in partita, troppo slegata la manovra.

Stallo – La mezz’ora passa avara di occasioni, i viola sono molto attenti in difesa, soprattutto su Pedro, uno dei più attivi in fase offensiva. La nota di demerito del primo tempo va all’arbitro, in seguito a due/tre fischi incomprensibili che dimostrano tutta l’immaturità e la poca esperienza del direttore di gara, figlio d’arte. Milinkovic ha qualcosa su cui protestare quando al 33esimo si libera bene della marcatura, per poi puntare la porta, ma viene fermato da un fischio più che discutibile. Stesso discorso su Immobile pochi minuti dopo. Il primo tempo si conclude con un destro di Lazzari, che taglia il campo e va alla conclusione, è però attento Terracciano a deviare in angolo.

Volo – Nel secondo tempo si vede subito la virata che prende la gara. Felipe Anderson è più attivo, ma soprattutto sale in cattedra Milinkovic che al 52esimo orchestra un’azione perfetta. Reina partendo dal basso imbecca la profondità di Immobile che di prima alleggerisce su Milinkovic, il serbo non ci pensa due volte, finta il tiro, allarga su Pedro che di sinistro trafigge Terracciano. Uno a zero per la Lazio ed esultanza sugli spalti con il motivetto di Raffaella Carrà. Dopo il gol la Lazio tenta di gestire la gara, ma il match rimane teso ed in bilico. Sarri a quindici dalla fine inizia ad adoperare qualche cambio: prima Patric per Luiz Felipe, non al meglio; poi Basic per un esausto Milinkovic. All’82esimo è anche la volta di Raul Moro e Leiva, in luogo di Cataldi e dell’autore del gol Pedro. Gli ultimi minuto sono di sofferenza per i biancocelesti, soprattutto dopo che Italiano manda in campo quattro punte. I ragazzi di Sarri tuttavia riescono a tenere bene il pallino del gioco e non commettono sbavature in difesa. La Lazio ritorna alla vittoria, a decidere è l’unico tiro in porta del match nel secondo tempo.

Alessio Aliberti

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