Romano Floriani Mussolini: quando giocare sulla pelle di un ragazzo di 18 anni diventa normale

Tutti quelli che da anni invocano la necessità di dividere il calcio dalla politica, stanno giocando sulla pelle di un ragazzo di 18 anni

Titoli, giochi di parole, allusioni e riferimenti politici. La convocazione in prima squadra del giovane Romano Floriani Mussolini, ha scatenato la parte peggiore della comunicazione nazionale. Dagli stessi quotidiani che spesso ci regalano lezioni sulla necessità di separare il calcio dalla politica, arrivano degli articoli difficili da comprendere e giustificare.

Piuttosto che esaltare un giovane, capace in poco tempo di mettersi in evidenza, firmare il primo contratto da professionista e strappare la convocazione in prima squadra, si preferisce demonizzarlo, utilizzarlo per i propri scopi. Il giovane Romano diventa lo spot perfetto per le campagne comunicative di molti organi di informazione. Chi da tempo porta avanti battaglie contro il club biancoceleste e il suo presidente, non ha perso tempo, ipotizzando polemiche, discussioni e dubbi che (in un ambiente diverso) non avrebbero ragione di esistere. Per i giornali più politicizzati, la convocazione in prima squadra del giovane difensore è stata l’occasione per rilanciare le immagini del falconiere Bernabè (come se i due eventi fossero collegati) o le “solite” accuse.

Ora però basta. Un conto sono le accuse che arrivano da ogni fronte e alle quali il club è ormai abituato. Un conto è giocare sulla pelle di un ragazzo di 18 anni che sta lottando con tutte le sue forze per realizzare il suo sogno: diventare calciatore e farlo nella società che ha creduto nelle sue qualità. Forza Romano, dimostraci di essere più forte di tutti. Soprattutto della parte più becera del nostro mondo.

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