L’inizio di una nuova era: una vittoria dall’alto valore simbolico.

La Lazio batte l’Inter e rilancia le proprie ambizioni in campionato. Due stagioni fa la squadra di Inzaghi sconfisse in rimonta l’Inter di Conte e lanciò la sua candidatura nella lotta scudetto. Oggi la Lazio di Sarri batte nettamente i nerazzurri di Inzaghi, portando a casa una vittoria importantissima per la classifica e dall’alto valore simbolico. Da tempo il tecnico chiedeva ai suoi giocatori di rompere il cordone ombelicale che li teneva uniti alla precedente gestione tecnica. Questa vittoria, arrivata al termine di una battaglia in cui i biancocelesti hanno dimostrato di essere più squadra, può essere realmente (ed è l’augurio più grande che possiamo fare a tutto il popolo laziale) l’inizio di una nuova era. Sarri aveva chiesto ai suoi ragazzi una reazione da uomini ed è stato accontentato. La sua squadra ha giocato un’ottimo primo tempo, in cui si è accesa a sprazzi, creando però più occasioni degli avversari e nella ripresa è stata squadra. Nella sofferenza, nell’attenzione, nella pazienza e nella capacità di saper colpire.

Tante le similitudini con il successo contro i nerazzurri di due anni. Ieri, come oggi, l’Inter chiuse in vantaggio il primo tempo, venne raggiunta da un rigore di Immobile e la sfida terminò con un gol di Milinkovic che esulta scivolando sul prato dell’Olimpico. Lo stesso terreno di gioco che (lo abbiamo scoperto intorno all’ottantesimo della gara) ha evidenti poteri taumaturgici, essendo riuscito in pochi secondi a far rialzare un giocatore che era crollato a terra semisvenuto, tanto da permettergli di partecipare alla rissa che lui stesso, con la sua scenata, aveva provocato.

Squallido, ai limiti del grottesco, il teatrino creato dai giocatori di Inzaghi: dal tentativo di Di Marco di far ammonire un avversario simulando un problema fisico, a Lautaro Martinez che prima (incurante del suo compagno a terra) cerca di segnare, poi pretende che siano i suoi avversari a fermarsi. Dal comportamento di Handanovic, Dumfries alle scelte assurde di Irrati, che ancora deve spiegarci l’ammonizione di Felipe Anderson: unico caso al mondo di calciatore che segue il regolamento, viene attaccato, gettato a terra, insultato e, senza reagire, viene ammonito.

Ma le polemiche (sterili) non offuscano una notte stellare. Sarri ritrova, o forse trova per la prima volta la sua Lazio. Che sia l’inizio di una nuova era.

Paolo Colantoni

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