Lazio – Inter, l’analisi: la chiave è sulle corsie esterne

Roma – Il percorso è sembrato assomigliare a quello del derby; l’attesa, spasmodica, ha avuto i caratteri di un pre-game da finale. Lazio-Inter è arrivata, ora parleranno i protagonisti in campo. Inzaghi conosce forse meglio di tutti i suoi avversari, Sarri ha studiato l’ex biancoceleste ma soprattutto le caratteristiche dei giocatori nerazzurri per cercare efficaci contromosse.

Numeri – La Lazio farà la sua partita, non si adatterà a nessun gioco in particolare, testa soprattutto alla propria manovra, alla propria propositività, senza star a fare troppi calcoli. Gli occhi sono puntati tutti sulla coppia di difensori centrali ed in particolar modo alla marcatura che dovranno adottare su Dzeko. L’Inter in questa stagione, numeri alla mano, si è affidata a Dzeko, come nella passata si affidava a Lukaku. Nelle prime otto gare il bosniaco ha messo insieme 6 reti (capocannoniere insieme ad Immobile), esattamente come Lukaku lo scorso anno. La squadra di Inzaghi rispetto a quella di Conte è sicuramente più propositiva, forse più perforabile in difesa, ma certamente più efficace sotto porta. I nerazzurri con 22 reti in 8 giornate di campionato hanno sfiorato il record assoluto di marcature fatto registrare nella stagione 1950/51 quando ne realizzarono 25.

Tattica – Dzeko non è in discussione, giocherà dal primo minuto, il dubbio è sul compagno di reparto. Conoscendo Inzaghi è alta la probabilità che faccia fare un tempo per uno a Lautaro e Correa, con il secondo in vantaggio per partire dal primo minuto. A centrocampo Gagliardini potrebbe sostituire Calhanoglu, Barella e Brozovic sono intoccabili. Sulle corsie esterne in vantaggio sui rispettivi concorrenti ci sono Perisic e Darmian, così come in difesa Bastoni e Skriniar sono più quotati rispetto a D’Ambrosio e Di Marco. Le lavagne tattiche delle partite dell’Inter non mentono, i nerazzurri mantengono un baricentro basso, spesso anche con poco possesso palla, per poi ripartire e trovare le imbucate centrali. E’ proprio dal centro infatti che arrivano la maggior parte degli attacchi dell’Inter, quasi più del 50% di tutta la partita ed il giocatore a toccare più volte la palla in proiezione offensiva è proprio Barella. Il centrocampista italiano è anche il giocatore che gioca più palloni nelle aree avversarie, sicuramente per la Lazio rappresenterà un pericolo.

La Chiave – il grimaldello che può scardinare la difesa interista per la Lazio è da ricercare sugli esterni ed in particolare sulle sovrapposizioni tra le ali ed i terzini. Skriniar e Bastoni non sono velocissimi e sia Perisic che Darmian non sono difensori. In particolare i numeri dicono che la fascia in cui l’Inter soffre maggiormente è proprio quella destra. 6 degli 8 gol presi dall’Inter sono stati su azioni manovrate subite sulla propria fascia destra di difesa, Felipe Anderson e Pedro dovranno spingere sull’out sinistro e cercare di prendere in mezzo soprattutto il difensore slovacco che in campo aperto va in forte difficoltà. La sensazione è che Sarri abbia preparato la gara in modo da replicare il canovaccio messo in campo nel derby, in cui i biancocelesti sono andati subito sopra ed hanno costretto gli avversari a rincorrere, per poi sfruttare le occasioni in pressing nella fase di non possesso, o in ripartenza.

Alessio Aliberti

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