Sarri: “Contro l’Inter voglio una reazione da uomini”

Lazio contro Inter è anche la sfida tra Maurizio Sarri e Simone Inzaghi. Due tecnici diversi che domani si daranno battaglia allo stadio Olimpico di Roma. Il passato contro il presente, in una sfida dalle mille emozioni. Il tecnico toscano ha presentato la sfida contro i nerazzurri, augurandosi di ritrovare in campo una Lazio attenta e concentrata, dopo la sconfitta di Bologna. “Mi aspetto una reazione da uomini, più che da calciatori. A Bologna siamo stati superficiali. Abbiamo subito tre gol da situazioni imbarazzanti: una palla restituita, un fallo laterale, situazioni che abbiamo provato una decina di volte in allenamento. Non mi aspetto una risposta da professionisti, ma da uomini”. La Lazio dovrà fare a meno di Acerbi. In ballottaggio per la sua sostituzione ci sono Patric (favorito) e Radu. “Stefan fino a poco tempo non era in condizione, ora lo vedo in netta crescita. Lui mi ha detto che dopo il Covid ha avuto difficoltà a recuperare. Non riusciva più ad essere lo stesso. Negli ultimi 10 giorni l’ho visto in crescita. In questo ciclo avrà spazio”. Dopo Bologna è necessario tornare a fare punti. “Lazio-Inter vale tre punti, non è una partita che può essere uno spartiacque per una società che ha fatto una scelta di rottura come la nostra, è un anno di costruzione e transizione. L’importante è gettare le basi. Non possiamo pretendere un calcio spettacolare, ma trovare un minimo di solidità. Poi penseremo a soddisfare la gente”. Tornerà Immobile. “Si allena con noi da un paio di giorni. Stare fermo qualche giorno gli ha fatto bene. I nazionali sono tornati da poco, oggi può essere il primo allenamento attendibile”.

I troppi impegni dei calciatori non piacciono a Sarri, che si sente lontano da questo modo di preparare le gare. “Sono vecchio per questo calcio, i calciatori si allenano più con le nazionali che con noi. Questo calcio non mi appartiene, io sono un uomo di campo, innamorato di un altro calcio. Non è più uno sport, ma uno show dove si spremono gli appassionati. Io dopo le nazionali ho sempre un certo tipo di timore, arrivano giocatori che si sono allenati e hanno giocato in 8-9 modi diversi. Staccare la spina e pensare in modo diverso,  riattaccarla non è così scontato. C’è sempre un indice di rischio, soprattutto mentale. Meglio giocare con una blasonata”. “Dello stadio Olimpico si sono lamentate tante persone, ma sono l’unico che ha ricevuto una risposta, non so perche’, forse sono gentili. Si e’ lamentato Mourinho ma nessuno ha risposto. Quello dell’Olimpico non e’ un terreno di alto livello, e’ scadente”. Lo ha detto Maurizio Sarri, tecnico della Lazio, che torna a parlare delle condizioni dello stadio Olimpico alla vigilia del match contro l’Inter.

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