Corsport, Peruzzi: “Tutto un altro Inzaghi”

Dodici dei ventidue anni di Lazio Simone Inzaghi li ha vissuti insieme a Angelo Peruzzi, sette da giocatore e cinque da allenatore. Via Simone, via anche Angelo, custode di momenti, fasi, segreti, intrusioni, suggestioni. Pochi come il portierone azzurro conoscono bene l’ex tecnico della Lazio che domani sfiderà il suo passato: “Mi chiedi com’era allora e com’è adesso Simone? È un’altra persona, per me l’hanno cambiato. È l’esatto contrario del giocatore. Se mi avessero chiesto di indicare uno che non avrebbe mai potuto fare l’allenatore, avrei risposto di getto Simone. Era un ragazzino, viveva alla giornata, rideva, scherzava, era tutto uno scherzo. Si è fatto uomo, ora è maturo, responsabile, cocciuto anche. Un tecnico di prim’ordine, studia giorno dopo giorno, cura i dettagli, ed è un decisionista. Un giorno gli dissi: “Simo, se vuoi diventare un grande allenatore devi fare attenzione anche alle cazzate e avere una risposta definitiva per qualsiasi domanda. Sì o no, incerto mai, non devi prendere tempo, vediamo più avanti o cose del genere”. Io l’allenatore non l’ho fatto perché la notte voglio dormire, troppe responsabilità, un carico insopportabile di tensioni, pressioni da tutte le parti. Per un po’ ho fatto il vice di Ferrara a Genova e nell’Under 21, l’osservatore e poi il secondo di Lippi in Nazionale, ma non era cosa. Il ruolo dell’osservatore lo trovavo innaturale. Ora invece è diventato tosto e consapevole. Mai avrei pensato di vederlo attaccare al muro qualcuno nello spogliatoio, e invece è capitato. Sa essere dolce con i giocatori, ma anche autorevole e autoritario. La trasformazione più sconcertante avviene in partita. Lui vive per il risultato, per la vittoria. Credimi, è talmente teso e su di giri che sarebbe perfi no capace di fare a botte. Hai presente Salvatore Bagni? Fuori dal campo un uomo di cuore, sempre pronto a farsi in quattro per darti una mano, ma in partita avevi soltanto voglia di attaccarlo al muro. Un genere alla Bagni. Ha sempre vissuto per la partita, per il risultato, Io, Giocondo il cuoco e Walter il magazziniere eravamo l’interruttore che per due o tre ore riusciva a smorzare la tensione di Simone. Prima della partita lui non dormiva mai, non ce la faceva proprio. La nostra tecnica, sempre la stessa, la partita a carte. Ridendo e scherzando, facevamo sì che non pensasse al giorno dopo, agli avversari, ai cali di rendimento dei suoi, alla formazione

Informazioni su Mauro Simoncelli 295 Articoli
Vicedirettore di MondoLazio. Giornalista pubblicista dal 2004. Redattore di Lazialità e della trasmissione televisiva Lazialità in Tv su Teleroma 56 dal 2001. Conduttore dal 2014 di uno spazio sull'emittente Radio Incontro Olympia 105.8 in Fm. Collaboro attualmente con il sito all-news Notizie.com

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