Sarri al comando della nuova Lazio

Fumata bianca e annuncio, per Sarri un biennale da 3,3 e bonus. Lotito voleva un tecnico vincente.  L’allenatore deve ancora stabilire quando tornerà con lo staff a Formello. Trattativa avviata la sera del 28 maggio dopo l’addio di Inzaghi e formalizzata al termine di un fitto scambio di documenti ieri mattina È il primo ex campione d’Italia in panchina dell’attuale gestione. E’ un grande colpo, non una reazione di pancia. Lotito, da tempo, meditava la svolta. Forse lo ha aiutato Simone Inzaghi – scrive il Corriere dello Sport – andando all’Inter senza firmare il rinnovo ottenuto nella notte del 26 maggio, a osare e spendere più di quanto avesse preventivato. In realtà è stato soprattutto il mercato, sgonfiato e impoverito dalla pandemia, a permettere alla società (con i conti in regola) di alzare lo sguardo. Lotito voleva cambiare allenatore, altrimenti non avrebbe atteso così a lungo per convocare Simone, ma non poteva permettersi 8-9 milioni di ingaggio per provarci con Max Allegri, sfruttando un rapporto amichevole e di stima. Cercava un vincente. Sarri, fermo da un anno e con tutte le panchine più prestigiose occupate, era diventato un rigore a porta vuota. Brava la Lazio a convincerlo, a fargli sposare un piano ambizioso e di crescita, perché l’ex tecnico di Chelsea e Juve poteva prendersi qualche altro mese di vacanza e attendere un’occasione migliore dopo l’estate. Il richiamo del campo è stato irresistibile

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