Lotito: “Ho scelto Sarri per crescere”

Non è Bielsa, un’idea impraticabile per la Lazio di cinque anni fa. Non è Di Canio, una bandiera sventolata dentro lo spettro del fallimento per cercare consensi ai passi iniziali del mondo del calcio. Neppure è Zarate, riscattato a furor di popolo nel 2009 tirando fuori una cifra mai più pagata quando la Lazio non era ancora pronta per volare in alto. Sarri, se ci pensate bene, è il passo giusto e calibrato perché arriva dopo diciassette anni di gestione e si sposa alla perfezione con il contesto lotitiano. Un allenatore cresciuto nel merito, nella competenza, attraverso i successi e le medaglie raccolte in tutte le categorie. Si è imposto attraverso la gavetta. Dall’Eccellenza sino allo scudetto, passando per una Coppa Italia in Serie D e l’Europa League con il Chelsea. Uno abituato a indossare la tuta e non lo smoking, a lavorare sul campo, a dire le cose in faccia, senza troppi giri di parole. Un toscano sincero. Uno che se parli di conti e di azienda, con il suo passato da dipendente in banca (anche con esperienze professionali a Londra, in Germania e in Lussemburgo), comprende l’argomento molto meglio di tanti suoi colleghi o ex calciatori. “La Lazio ha scelto un tecnico il cui standing è in linea con l’esigenza di consolidare ed accrescere, in Italia e in Europa, la posizione di protagonista che la società, i suoi tifosi e la squadra meritano di avere” le parole di Lotito.

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