L’urlo di Sergej, come tre anni fa.

Il gol di Milinkovic a Verona

Nella corsa di Milinkovic, nell’urlo di Immobile, nell’abbraccio di gruppo, c’è tutta la voglia di continuare a credere in un sogno. In un obiettivo che la Lazio, tra mille difficoltà, sta cercando di portare a casa. E che a nove partite dalla fine è ancora possibile. Era importante vincere. Era decisivo incassare i tre punti. Nella settimana in cui Milan, Napoli e Juventus vincono agevolmente le loro sfide, la Lazio risponde presente battendo il Verona in extremis. Lo fa non giocando un calcio brillante, ma credendo fino all’ultimo alla vittoria.

Lo fa nella partita in cui tutti gli episodi sembravano essere negativi. Lo fa nel giorno in cui Ciro non riesce a sbloccarsi per questione di centimetri. Nella partita in cui a Caicedo annullano il gol più bello della sua carriera; nel giorno in cui tutto sembrava andare per il verso sbagliato. Lo fa con un cross al bacio del giocatore più presente della nostra storia; con un colpo di testa perfetto del suo calciatore più pericoloso. Lo fa credendoci fino all’ultimo respiro e regalandosi la possibilità di sperare ancora alla Champions League. Alla vigilia di un turno decisivo (la Lazio affronterà il Benevento nel giorno in cui il Napoli ospiterà l’Inter e l’Atalanta la Juventus). E’ stato bello vedere l’abbraccio di gruppo. L’emozionante corsa di Milinkovic che ha ricordato l’esultanza di tre anni fa dopo una rete (sempre nel recupero) contro il Chievo. Rispetto a quell’immagine è mancato solo Simone Inzaghi. Ma siamo sicuri che da casa, avrà esultato come e più dei suoi ragazzi.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*