La metamorfosi di Luis Alberto: il re degli assist si è innamorato del gol

Da anni ormai Luis Alberto è una certezza della Serie A; gracile, non particolarmente veloce, ma influente sul possesso della sua squadra come pochi giocatori in Serie A. C’è lui dietro l’exploit di Immobile e dietro i grandi risultati della Lazio, ed anche quest’anno sta dando il suo inestimabile contributo, ma in maniera diversa rispetto al solito. Meno assist, più reti: qualcosa di strano per una mezzala offensiva e creativa come lui, ma un motivo c’è.

Il calo di Luis Alberto sotto il profilo degli assist lo si nota anche dalle statistiche; l’anno scorso portava a compimento 0,31 assist ogni 90 minuti, producendo in sostanza un assist ogni tre partite (quindi superando agevolmente la doppia cifra), mentre quest’anno si ferma a 0,22 assist a partita. Questo dato può essere sia un indicatore di un diverso approccio di Luis Alberto alla fase offensiva laziale, più improntato o alla definizione dell’azione o alla prima costruzione, e meno alla rifinitura vera e propria (anche se sono calati anche i suoi numeri riguardanti tiri e passaggi chiave per 90 minuti) sia un dato relativo alle cattive ricezioni degli attaccanti, che magari ricevono il passaggio smarcante dallo spagnolo, ma non riescono a concludere in porta “accreditando” gli assist al numero 10.

Lo strano paradosso è che nonostante dei dati inferiori rispetto all’anno passato, che mostrano come Luis Alberto calci di meno in porta, e metta più raramente i compagni davanti al portiere, lo spagnolo abbia numeri migliori soltanto su una statistica: il numero di goal. Lo spagnolo sta segnando con una continuità che non gli è mai appartenuta: 0,38 gol ogni 90 minuti, quasi uno ogni due partite. Cifre tutt’altro che normali per una mezz’ala.

A corroborare l’ipotesi che Luis Alberto stia nettamente sotto media sotto il profilo degli assist, aggiungiamo alla nostra analisi anche i dati di Ciro Immobile e Joaquin Correa. Il bomber italiano sta avendo una stagione meno prolifica della precedente, e si vede anche dalle tiri verso la porta; è passato da 0,80 tiri a partita a 0,60. A fare la differenza sono anche quei rigori che nella scorsa stagione piovevano e che quest’anno scarseggiano, ma è anche vero che il numero 17 dei biancocelesti riceve meno palloni che lo invitano a concludere l’azione rispetto all’anno precedente. C’è dunque una correlazione tra il calo di Luis Alberto negli assist e il taglio netto del 25% della produzione di tiri di Immobile, che di fatto calcia anche meno in porta rispetto all’anno passato.

La doppietta di Luis Alberto alla Roma nel derby

Lo stesso vale, in maniera ancora più nitida per Correa; El Tucu è passato dal calciare 3,5 volte ogni 90 minuti verso la porta nella scorsa stagione, alle 2,19 conclusioni dell’attuale, abbattendo i suoi xG dai 0,43 a partita dell’anno passato a un misero 0,19 di quest’anno. Meno palloni giocabili, meno assistenza, e meno occasioni per la seconda punta laziale, che di contro ha aiutato di più in zona di rifinitura prendendosi un po’ delle responsabilità di Luis Alberto aumentando leggermente la sua quota di assist (da 0,11 a 0,14).

La Lazio è una squadra in continua mutazione che si appoggia sempre sui suoi uomini cardine; nel corso di quest’anno ha cambiato però il modo in cui utilizza il suo uomo più creativo. Luis Alberto è passato da essere decisivo in zona assist, ad essere influente a tutto campo e freddo sotto porta come dimostra il gran numero di gol ricavato da un numero relativamente basso di tiri verso la porta. Insomma, Luis Alberto ha perso un po’ la vena da assistman, ma per fortuna dei biancocelesti sta compensando con una delle sue migliori stagioni realizzative.

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