Chi chiederà scusa alla Lazio?

E adesso chi ripagherà la Lazio di tutto il fango che le è stato gettato? Delle prime pagine dove venivamo accusati di epidemie colpose? Degli attacchi gratuiti ad Immobile e Lotito? Delle “farse” che avremmo organizzato, in barba ai protocolli che poi sono stati presi e gettati al gabinetto dai presidenti della A? Delle accuse gravissime che ci sono state affibbiate? Chi ripagherà i tifosi di tutto il veleno gettato in questi mesi? Delle ansie provocate? Della paura di gettare all’aria una stagione? Chi ridirà a Simone Inzaghi la serenità di preparare le partite senza la spada di Damocle di una possibile penalizzazione in classifica? Ma soprattutto, chi chiederà scusa alla Lazio per la macchina del fango che si è scatenata in questi mesi?

Il mostro in prima pagina e le sentenze già scritte (per alcuni)

Mentre noi cercavamo di rimanere con i piedi per terra provando a spiegare un concetto banale, ma evidentemente trascurato (se verrà dimostrato che un errore è stato commesso, nella comunicazione o in alcuni ritardi, la pena dovrà essere commisurata alle eventuali responsabilità) qualcuno si divertiva a sbattere il mostro in prima pagina e ipotizzava cinque, sei, dodici punti di penalizzazione. O addirittura la retrocessione o la mancata iscrizione al prossimo campionato. Chissenefrega se tutto ciò screditava la Lazio e le regalava l’immagine della società in cerca di un’escamotage per infrangere le regole. Il primo a dare ragione ai nostri teoremi è stato proprio Chinè. Colui che qualcuno ci aveva descritto pronto a chiedere pene severe e senza appello. Se il grande accusatore non si era spinto oltre ad una richiesta pecuniaria e alla squalifica dei medici e del Presidente Lotito, vuol dire che anche lui era ben conscio della poca credibilità di un impianto accusatorio che faceva acqua da tutte le parti.

Nessuno ci chiederà scusa

La Lazio non aveva mai, e sottolineiamo mai, fatto giocare un positivo. Anzi. Da tutta questa querelle è stata proprio la società biancoceleste a subire il danno maggiore. Dal punto di vista dell’immagine e sotto l’aspetto sportivo. Abbiamo dovuto affrontare la Juventus senza Immobile, Leiva e Strakosha, i quali tamponi erano stati processati e giudicati negativi dal laboratorio di riferimento della Lazio. Chi ci ridarà quei giocatori in uno scontro diretto decisivo? Nessuno. Così come nessuno ci chiederà scusa. Neanche quelli che ironizzavano sulla positività/negatività di Immobile promettendo di scrivere alle riviste scientifiche se avessero mai riscontrato situazioni analoghe. (Sono accaduti da allora decine di casi simili). Gli stessi che in questi giorni ipotizzavano scenari nefasti ironizzeranno sulla sentenza. Anzi, piuttosto che cospargersi il capo di cenere e ammettere di avere umilmente toppato, sono sicuro che faranno di tutto per far passare la Lazio come una società che ha avuto dei favori.

Ed ora Lazio-Torino

Stiamo assistendo ad un campionato farsa. Dove squadre sono state costrette a giocare senza sette/otto positivi e altre sono riuscite ad evitare partite con due o tre casi. Abbiamo visto Asl bloccare i calciatori del Torino e non farli venire a Roma per giocare una gara di martedì, ma poi dare l’ok per farli tornare ad allenare il giorno dopo. Altre che hanno obbligato alla quarantena i calciatori dell’Inter impossibilitandoli a giocare il sabato col Sassuolo, prima di dargli l’ok per volare nelle loro nazioni il lunedì. E giocare tranquillamente. Per qualcuno la Lazio doveva essere processata e condannata per non aver rispettato un protocollo che è stato sconfessato dalla stessa Figc. E che ormai non ha più ragione di esistere. Ed ora, in attesa dell’appello, prepariamoci ad un’atra battaglia. Lunedì ci sarà il ricorso per il mancato 3-0 a tavolino contro il Torino. Da giorni molti si pongono questa domanda: se il Tas ha dato ragione alla Svizzera, premiandola con il 3-0 contro l’Ucraina che non si presentò (bloccata da casi di Covid) e Lotito promette battaglia fino all’ultimo grado di giudizio, siamo sicuri che la Lazio non avrà piena giustizia anche su quel fronte?

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