Una Lazio essenziale lancia il grido di rimonta alla Champions. A Udine decide la concretezza di Marusic

I biancocelesti la spuntano di misura sulla squadra friulana che comunque si dimostra una delle più in forma del campionato. Solo un super Marusic e una buona prestazione della difesa riescono a spuntarla sugli avversari

Udine – Una Lazio stanca ma battagliera esce vincente dalla Dacia Arena e si rilancia in piena bagarre Champions. I risultati di giornata la aiutano, soprattutto per le ambizioni di fine stagione. Contavano solo i tre punti e tre punti sono stati, il guizzo di Marusic fa sorridere Inzaghi e tutta la piazza biancoceleste che ora ci crede e può dedicarsi solo all’obiettivo stagionale rimasto, ovvero tornare nell’Europa che conta anche il prossimo anno.

Reset – Ci vuole una parentesi di assoluta concentrazione per dedicare alle ultime 11 gare che restano tutta l’importanza che meritano. Un rush finale da bolla lontano dai problemi, dalle discussioni e soprattutto dai risultati più altalenanti del campionato. La Lazio dopo Napoli e Crotone è la squadra che pareggia meno in serie A e deve completare la corsa nella lega inanellando un insieme di risultati utili consecutivi, così come aveva fatto ad inizio campionato. Ad Udine inizia il campionato nel campionato dei biancocelesti e i ragazzi di Inzaghi cercano subito di imporre il proprio gioco. Ottima la gestione della palla nei primi minuti, meno il ritmo che non trova la giocata vincente. La prima vera occasione arriva al 10ecimo quando, dopo un tiro di Luis Alberto dai trenta metri, Immobile sulla respinta non riesce a ribadire in rete.

Udinese chiusa – Alla metà del primo tempo il risultato è ancora fermo sullo zero a zero. La Lazio ci prova ma non con la convinzione dei giorni migliori. L’Udinese, dal canto suo, si difende recitando il copione che aveva preparato nel pre-gara. I ragazzi di Gotti chiudono gli spazi in mezzo, facendo molta densità nelle vie centrali, dove Luis Alberto e Milinkovic almeno nella prima parte di gara non sembrano ispirati. Anche la fisicità di Bonifazi e Nuytinck sta placando l’ottemperanza offensiva di Immobile e Muriqi. Come al 29esimo quando la compatta retroguardia dei padroni di casa riesce a tramutare in un nulla di fatto un pericoloso tiro dentro l’area di Milinkovic Savic. Al 35esimo i friulani si fanno vedere anche dalle parti di Reina, quando su un calcio da fermo battuto benissimo da De Paul, Bonifazi con grande tempismo colpisce la palla di testa ma senza angolare.

Uomo della provvidenza – Come dice il detto, quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare. Sembra la storia di Marusic che dopo il gol in trasferta a Bergamo decide di far segnare anche alla Dacia Arena il suo nome sul tabellino dei marcatori. Al 37esimo ottimo spunto di Milinkovic in mezzo al campo, aiutato da un velo di Luis Alberto, pesca Marusic sulla fascia opposta. L’esterno montenegrino rientra sul destro e con un tiro a giro mette la sfera lì dove Musso non può arrivare. Lazio in vantaggio ed Udinese che ora deve scoprirsi per riacciuffare il risultato; e sull’ultima palla del primo tempo quasi ci riesce. Reina deve fare gli straordinari dopo un sinistro secco di Stryger Larsen dentro l’area, in seguito ad una sanguinosissima palla persa in mezzo al campo da Patric.

Squilli bianconeri – Neanche inizia il secondo tempo  e arrivano subito due squilli dell’Udinese, che non ci sta a perdere. Prima è Becao di testa che non trova l’angolino giusto, poi è De Paul, che dopo una sua classica azione in mezzo al campo lascia partire un tiro dai venticinque metri che solo il palo frena per precisione. Cambia lo scacchiere tattico della partita e ora è la Lazio che deve stringere i denti, soffrire e ripartire in contropiede. Alla metà del secondo tempo è lotta a tutto campo, i giocatori non si risparmiano e nella Lazio inizia a farsi sentire la stanchezza, anche per via dell’impegno infrasettimanale a Monaco di baviera. Interviene Inzaghi che in un sol colpo richiama in panchina Leiva e Muriqi e inserisce Akpa Akpro ed Escalante.

Sofferenza – Le squadre sono lunghe, ciascuna delle due formazioni da l’impressione di poter segnare in ogni momento. Al 66esimo Immobile sfiora il centro tanto atteso con il sinistro, ma è bravo Musso a chiudergli lo specchio. La scarpa d’oro anche nel pomeriggio del Friuli non riesce a brillare, così viene richiamato in panchina per l’entrata di Correa. Inzaghi fa rientrare negli spogliatoi anche Luis Alberto, al suo posto un quarto d’ora di fuoco per Pereira. Il portoghese tenta due ripartenze sul finale per far rifiatare la squadra, ma è sempre troppo solo. La Lazio è in apnea soprattutto negli ultimi minuti, difende i tre punti con le unghie e con i denti.

Finale positivo – Piccolo brivido per la retroguardia biancoceleste a due minuti dalla fine quando Musacchio entra scomposto su Forestieri al limite dell’area. Calcio di punizione dei bianconeri, De Paul ci prova ma la barriera non fa passare. Sugli sviluppi del gioco è Okaka che mette di poco sopra la traversa di Reina. L’Udinese nel recupero tenta il forcing ma non riesce a spuntarla, la spunta invece la Lazio che nonostante la sofferenza, nonostante la stanchezza accumulata in settimana, riesce a tornare a Roma con la vittoria in tasca e in piena lotta per il quarto posto.

Alessio Aliberti

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