Ciro d’Oro

L’attaccante della Lazio ottimista sul futuro della Lazio e della Nazionale a i prossimi europei

Ciro Immobile dopo che la settimana scorsa ha ricevuto la Scarpa d’Oro per la stagione 2019-20 come miglior marcatore europeo, si racconta alla Gazzetta dello Sport sul futuro immediato con la maglia della Lazio e sull’Europeo alle porte con la maglia azzurra

Immobile, finalmente questa Scarpa d’Oro è stata consegnata

“Andava bene aspettare, conta che ora è nelle mie mani”

Sei il terzo italiano a vincerla dopo Luca Toni e Francesco Totti

Entrami campioni del mondo e giocatori straordinari. Sono orgoglioso di vedere il mio nome tra i grandi che hanno vinto prima di me.”

E’ stata anche una risposta alle tante critiche ricevute?

“Nel calcio, ognuno ha il suo momento, la scorsa stagione io ho avuto il mio”

Come è il calcio ai tempi del Covid?

“Senza tifosi manca la cosa più importante: la passione, l’emozione, il boato nello stadio dopo un gol, festeggiare con i tifosi. Così dedico questo premio non solo alla società e ai miei compagni ma anche ai tifosi”

Più tempo a a casa, ha scoperto nuove passioni?

“Cucina e giardinaggio, e ballare con moglie e figli sui social. Cosi si prova ad andare avanti!”

A 17 anni ha lasciato la famiglia a Torre Annunziata per andare a Torino alla Juventus, un bel cambiamento?

“Un passaggio difficile tra due realtà completamente diverse. Avevo il sogno di arrivare in serie A e per farlo sapevo che servivano sacrifici e un amore assoluto per il calcio. Ho lavorato duramente per arrivare alla Scarpa d’oro, so che molti giovani hanno questo sogno ma ora stanno vivendo un momento difficile, e a loro dico: Stringete i denti e no arrendetevi. Ognuno ha la possibilità di realizzare i propri sogni!”

Viene da una famiglia devota, ha mantenuto questa fede?

“Decisamente. Un mese fa ho avuto un’udienza privata dal Papa con il presidente Lotito. Una giornata davvero emozionante.”

E cosa le ha detto?

“Gli è piaciuta la mia famiglia, il fatto che abbia 3 figli, perché gli piacciono le famiglie numerose. Anzi mi ha detto di avere ancora più figli!”

Otto club in otto anni, ora con la Lazio ininterrottamente dal 2016. Come ha deciso di mettere radici?

“Io e la mia famiglia siamo molto felici a Roma. Con la società e l’allenatore Inzaghi stiamo costruendo da anni un progetto con tanti successi. E vogliamo arrivare ancora più su”

Alla Lazio da erede da Klose…

“Incredibilmente difficile: Miro Klose era un idolo. Come quando al Dortmund ho preso il posto di Lewandosky. Impossibile sostituire giocatori così eccezionali, puoi solo cercare il tuo percorso di successo.”

Ha superato Klose come gol

“Non mi piacciono questi confronti. Miro non è stato alla Lazio quanto me”

Le esperienze all’estero non sono state brillanti?

“Anche se non sono andate in modo ottimale in termini sportivi, ho portato via molto dalla Germania e dalla Spagna. Sperimentare nuove culture è un processo di apprendimento”

Hai avuto molti allenatori interessanti come Klopp?

“Impressionante: la volontà di lottare per ogni palla briciava dentro di te dai suoi occhi appena ti parlava. Tuchel? Un tipo meticoloso. Zeman? Un infinito attacco, attacco, attacco!”

Ora con Mancini in Nazionale. Prima il flop dell’ultimo mondiale…

“Uno dei momenti più oscuri e deludenti della mia carriera. Con Mancini un lavoro fantastico dal 2018, i risultati parlano da soli. e i tifosi sono di nuovo entusiasti.”

La nuova Italia?

“Squadra molto forte con tanti giovani di grandi prospettive”

Per l’Europeo?

“Siamo molto ottimisti e el gare del girone si svolgeranno a Roma: avremo più motivazioni”

Solo 10 gol in 42 partite con la Nazionale, sono tanti o pochi?

“A quanto pare. ne ho segnati così tanti nel club che avevo esaurito la mia polvere, con gli azzurri! E’ vero, devo lavorare sulla mia media”

Prossimo obiettivo personale?

“Vincere un’altra Scarpa d’Oro!”

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