CAMPIDOGLIO – Immobile: “Il premio lo ritiro io, ma lo ha vinto tutta la squadra. Il momento? Con il Crotone ripartiremo” (FOTO)

Campidoglio – Un Ciro Immobile visibilmente emozionato e commosso quello che calca il palco dell’aula Giulio Cesare in Campidoglio. Vestito impeccabile, sorriso fanciullesco e voce tremolante: “Fino ad ora l’ho vista solo in foto questa scarpa d’oro – ride indicandola al suo fianco, ndr – ora sono molto emozionato. E’ una grande soddisfazione, leggere il proprio nome tra i grandi campioni di sempre e sapere quanto hai faticato per arrivarci. Tutta la squadra deve essere orgogliosa di questo premio perché porta il mio nome ma in realtà lo abbiamo vinto tutti. Cito Hemingway in questo: Nessun uomo è un’isola“.

tratto dal profilo ufficiale della S.S. Lazio

Il primo pensiero – Tanti i ragazzi sulla scalinata Marco Aurelio ad aspettare il proprio beniamino nonostante il momento difficile e la pandemia. Ciro Immobile omaggia ognuno di loro: “Ricevere questo premio in questa aula è qualcosa di speciale, voglio dedicarlo ai tifosi che stanno soffrendo per non esserci vicino e non poter essere qui con noi. Ogni calciatore ha bisogno dei propri beniamini. Anche noi soffriamo a giocare negli stadi vuoti, posso solo immaginare quanto soffra chi è stato sempre abituato ad essere allo stadio“.

Uomo Ciro – I complimenti si sono susseguiti, quasi fossero pioggia battente. Durante la premiazione, Immobile, un pò frastornato racconta i suoi valori: “I miei punti di forza sono soprattutto nella famiglia, quello che sono oggi lo devo a loro, quello che mi hanno insegnato nella vita ancor prima che nello sport. Sono andato via di casa giovane, loro c’erano sempre, ho cercato di ricreare il mio prototipo di famiglia in base a quello che mi hanno insegnato i miei genitori“.

tratto dal profilo ufficiale della S.S. Lazio

I sogni – Impossibile non ricordare il Ciro Immobile bambino che parte dalla periferia di Napoli (Torre Annunziata, ndr) per approdare al grande calcio: “I complimenti dal punto di vista calcistico vanno bene, ma l’essere Uomo è una cosa oggettiva. Se tutto quello che ho sentito oggi è la verità vuol dire che sono diventato una brava persona ed un brav’uomo. So da dove sono partito e ho sempre saputo dove volevo arrivare. Ognuno di noi deve credere nei propri sogni e ci deve credere fortemente“.

I prossimi obiettivi – Il momento della stagione non è dei migliori, la Lazio viene da una serie di sconfitte in campionato: “Speriamo di riprenderci, stiamo vivendo un momento di flessione, giochiamo da agosto ininterrottamente. Siamo comunque tutti orgogliosi di quello che abbiamo fatto il mister, lo staff, ognuno di noi. La nostra è una famiglia che deve andare nella stessa direzione. La partita di venerdì sarà un punto da cui ripartire. Nazionale? L’Europeo deve essere una cosa in più, la voglio a tutti i costi e spero di ottenerla esattamente come questa scarpa d’oro che stiamo festeggiando oggi“.

tratto dal profilo ufficiale della S.S. Lazio

Nella storia – Per concludere impossibile non ricordare i grandi campioni del passato che hanno preceduto Ciro in biancoceleste. La Lazio ha una storia generosa di bomber con la B maiuscola: “Sono una persona molto scaramantica così piano piano mi sono letto la storia dei bomber della Lazio non appena segnando ne superavo uno. Spero di arrivare in cima il prima possibile. Facendo un excursus della mia carriera mi paragono forse un po’ a Bruno Giordano per modo di giocare e caratteristiche. Più di tutti mi ha impressionato la storia di Giorgio Chinaglia e quello che rappresentava dentro e fuori dal campo. Da bambino mi piaceva tanto Beppe Signori. Il gol più bello? Quello che mi ha dato più emozioni è stato quello alla Juventus la prima volta che vincemmo allo Stadium“.

Alessio Aliberti

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*