Inzaghi e squadra a rapporto da Lotito

Lotito non ha risparmiato nessuno nel giorno del giudizio presidenziale. Per mezz’ora le ha cantate alla Lazio, poi è stato il turno di Inzaghi e dello staff tecnico a rapporto per poco meno di un’ora. La voce è stata tratti dura e a tratti più conciliante. Alla squadra ha espresso la sua irritazione per l’atteggiamento visto e rivisto in campo. “Io onoro gli impegni voi non date il 100%, ma credo in voi so qual è il vostro valore e sono convinto che potete dare molto di più”.
A Simone invece ha espresso insoddisfazione per i risultati e presumibilmente per le distorsioni post mercato: gestione della rosa e rotazioni insufficienti che penalizzano i nuovi.
La squadra è spaccata in tronconi: titolari, riserve e comparse. Bocciature ed emarginazioni tecniche si ripercuotono sulle strategie future (difficoltà a cedere) e sulle casse societarie. In tutto questo il rinnovo di Inzaghi resta sospeso tra presente e futuro anche dopo l’incontro di ieri.
Le coccole sono finite per tutti. È scoccata nuovamente l’ora dei doveri, evocata dal presidente della Lazio nell’ottobre del 2019. Il Lotito munifico, in regola con i pagamenti, anticipatori di stipendi ai giocatori, si è trasformato in un Lotito castigatore. Sa essere buono e caro meglio, non farlo inalberare. Si può vincere o perdere, ma se si sente deluso o ancor peggio tradito taglia ogni beneficio Ha ingoiato bocconi indigesti, si è tenuto la rabbia dentro, ha resistito alla tentazione di esplodere nelle scorse settimane, ma dopo Torino non ce l’ha fatta più ed è entrato in scena.

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