Lazio-Torino: il giudice sportivo sarà solo l’inizio. E Gravina insiste

Si attende la decisione del Giudice sportivo dopo il rinvio: il patron pronto con la sua controffensiva, intanto la posizione della FIGC esta la stessa.

La decisione del Giudice sportivo su Lazio-Torino non è ancora arrivata. Nel comunicato numero 206 diramato ieri a firma di Gerardo Mastrandrea si legge sub judice. Tradotto: tutto rinviato i prossimi giorni e niente omologazione del 3-0 per i biancocelesti dopo il preannuncio di reclamo presentato dai granata mercoledì scorso. Ma ora che succede?

Mastrandrea, il 14 ottobre scorso, ha decretato il 3-0 a tavolino a favore della Juve sul Napoli, che non si è presentato all’Allianz Stadium. Nel dispositivo si indicava “non risulta integrata, ad avviso di questo Giudice sportivo, la fattispecie della forza maggiore”. Lotito e l’avvocato Gentile attendono di leggere le motivazioni su cui si fonda il reclamo granata. La Lazio produrrà una memoria difensiva e offensiva su tre punti ipotizzabili. Il primo: i 7 giorni di isolamento del Torino sono diventati poi 8, perché? Il secondo: la mancata presenza dei granata all’Olimpico con i giocatori della Primavera, che erano stati impegnati sì lunedì 1 marzo a Bologna, ma la loro gara poteva essere rinviata nella settimana precedente, all’annuncio della quarantena dei ragazzi di Nicola. Il terzo punto: fare luce anche su Toro-Sassuolo su “decisione autonoma del Presidente della Lega, Dal Pino”, come ha ammesso l’avvocato Chiacchio, legale del club. La partita è aperta, si andrà in tribunale. Lazio-Torino durerà ancora per un bel po’.

E GRAVINA INSISTE SULLA LINEA DELLA FEDERAZIONE

 E Gabriele Gavrina, presidente della Federazione, ha commentato la situazione: “Il protocollo lo difendo. Nel protocollo viene scritto in maniera chiara al suo interno ‘salvo quanto disposto dall’autorità sanitaria’, è valido, ma dobbiamo trovare armonia all’interno delle Asl sul territorio nazionale. È quello che auspichiamo. Il calcio si sta comportando in maniera responsabile. Noi vogliamo che ci sia il massimo controllo possibile, non vogliamo lanciare ragazzi su tutto il territorio nazionale a diffondere contagi. Noi vogliamo che ci sia tutela della salute e si giochi al calcio nel miglior modo possibile. Non ci vogliamo sostituire all’autorità sanitaria. Le parole al termine del Consiglio odierno.

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