Lazio, i numeri inchiodano

Un anno esatto fa la Lazio batteva proprio il Bologna in casa per 2-0 davanti a 40000 tifosi ebbri di gioia intenti a cantare I giardino di marzo e lasciarsi cullare da quelle note in un sogno che sembrava davvero a portata di mano. Un anno dopo purtroppo è tutto cambiato tranne la situazione pandemica del mondo e per la nostra Lazio ora, dopo la pesante sconfitta di ieri sera a Bologna che segue quella altrettanto dura di martedì contro il Bayern in Champions, sembra calare il buio di una stagione che sta forse finendo troppo presto. Volevamo giocare la Champions League, con tutte le forze questa squadra ha lottato per conquistarla e con tutte le forze e la classe dei propri interpreti l’ha disputata alla grande, superando il girone imbattuta, andando oltre le difficoltà che il Covid gli ha presentato nel cammino, poi un sorteggio impossibile dovrebbe aver messo fine al sogno ma è in campionato che questo sforzo europeo ha fatto pagare il dazio più duro e i numeri di una classifica che ora mettono a rischio anche la partecipazione all’Europa League, sono impietosi a testimoniarlo. Contro il Bologna la squadra si è presentata con una prestazione, opaca, triste e senza mordente e non c’è appello per nessuno. Sul banco degli imputati vanno tutti, anche se ad attirare l’attenzione sono i numeri impietosi collezionati dalla difesa. Come riporta Lazio Page, dopo 24 giornate, sono 32 i gol al passivo: praticamente 11 in più rispetto alla scorsa stagione. Nell’era Lotito, i biancocelesti hanno fatto peggio solo 3 volte: 36 nel 2004/05, 37 nel 2008/09, 33 nel 2017/18. Gli infortuni di Luiz Felipe e Radu, le incertezze di Patric e Hoedt, ma anche il calo di uno dei leader come Acerbi sono sicuramente alcune delle motivazioni di queste statistiche. La mancata copertura e filtro da parte del centrocampo, con Lucas Leiva assolutamente sottotono, è un’aggravante pesante. La squadra di Inzaghi sembra lontana parente di quella ammirata per due terzi del passato campionato, appunto fino a quel Lazio – Bologna. I numeri delle aquile sono impietosi con ben sette sconfitte subite in 24 gare disputate. Praticamente una gara persa ogni tre giocate. Con la partecipazione alla Champions ci si aspettava un calo, ma non questo crollo verticale. Il segnale che qualcosa non funziona come prima sono anche i numeri della produzione offensiva, sintomo che la squadra produce meno e subisce di più. Così le reti realizzate sono appena 38, mentre quelle subite ben 32. A questo punto della passata stagione, la Lazio aveva trovato la via della rete 55 volte. Ciro Immobileche nella passata stagione ha vinto la Scarpa d’oro eguagliando lo storico record di Higuain, alla 24esima giornata aveva già segnato 26 reti, oggi è fermo a 14 e non segna da tre giornate. E quelli che dovrebbero essere i compagni di reparto fanno molto meno, forse troppo meno. Correa, titolare al fianco di Ciro, ha segnato solo 2 reti e Muriqi uno soltanto. Se non fosse per Caicedo e Luis Alberto la situazione sarebbe ancora peggiore. Adesso tocca a Inzaghi ricompattare tutto l’ambiente e ridare nuovi stimoli per invertire la tendenza. Ulteriori passi falsi sarebbero la resa totale.

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