Pepe Reina e i suoi primi mesi alla Lazio

ROME, ITALY - OCTOBER 24: SS Lazio goalkeeper Jose' Manuel Reina looks on during the Serie A match between SS Lazio and Bologna FC at Stadio Olimpico on October 24, 2020 in Rome, Italy. (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

L’estremo difensore spagnolo, arrivato quest’anno alla corte di Inzaghi, racconta al L’Equipe il suo rapporto con l’allenatore della Lazio e i suoi primi a Roma

CHAMPIONS LEAGUE – «Una competizione speciale, si sente il profumo delle grandi serate. Ad Anfield le notti europee sono uniche, ci giocai la prima volta col Barcellona in semifinale di Coppa Uefa. A fine partita anziché applaudire la propria squadra, applaudirono me e si creò una fantastica alchimia. Ascoltammo i tifosi cantare ‘You’ll never walk alone’ più forte che mai. Inni? A Napoli il grido finale ‘The Champiooooons’ riesci a sentirlo all’esterno dello stadio e hai già il sorriso prima di giocare».

RICORDI EUROPEI – «Rigiocherei la finale del 2007 per vincerla. Eravamo i più forti ma non vincemmo, così come il Milan non vinse nel 2005 pur essendo migliore. Purtroppo non ho avuto una rivincita, ma sognare non costa nulla. La Champions deve una coppa alla famiglia Reina, e spero che saranno i miei figli a vincerla se non dovessi riuscirci io».

ALLENATORI – «Con Inzaghi mi trovo alla grande. Impostare l’azione dal portiere mi piace. Anche con Sarri ho vissuto bei momenti, e al Liverpool eravamo competitivi su tutti i fronti. Ma in termini di divertimento, ho raggiunto il massimo al Napoli e alla Lazio. Se ho mai parlato con Inzaghi della finale persa contro il fratello? Una volta mi fece una battuta, e ne abbiamo parlato con Pippo quando lo abbiamo affrontato in campionato. Gli ho fatto i complimenti, anche se in quel caso il Milan ha avuto parecchio culo…».

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