Lazio quasi finito il sogno Champions. Violento ritorno sulla terra, contro il Bayern è 1-4

Olimpico – I tifosi ci avevano creduto: “Giocheremo questa partita senza aver niente da perdere, per divertirci”, avevano detto i protagonisti alla vigilia. Non è successo né l’uno, né l’altro. La Lazio esce dalla sfida contro i campioni del mondo con le ossa rotte ed evidenziando tutti i problemi che oggettivamente ha accusato nel corso della stagione. Assenze decisive in difesa, poche soluzioni alternative, un gruppo che non è abituato a giocare a certi livelli. Per i tedeschi forse non ci sarà bisogno neppure di impegnarsi al meglio nella partita di ritorno. Per chi credeva di potersela giocare alla pari c’è ancora tanto da comprendere e molto su cui riflettere.

Timori riverenziali – Il pericolo dietro l’angolo, la maggior paura si è materializzata. La Lazio scende in campo impaurita e timorosa e i risultati si vedono. Diverse palle perse a centrocampo, appoggi insicuri sulle fasce. Al decimo minuto arriva subito il vantaggio del Bayern. Leiva intercetta una palla sulla propria trequarti, Musacchio sbaglia la misura dell’appoggio su Reina, e Lewandoski come un avvoltoio intercetta la palla per l’uno a zero bavarese. I biancocelesti sono contratti, al 20esimo c’è la prima azione degna di nota orchestrata da Milinkovic, che salta secco Boateng. Il difensore tedesco lo stende in area, ma per arbitro e VAR è tutto regolare, tra lo stupore dei presenti e degli spettatori da casa. Il replay conferma il fallo, ma le valutazioni in Europa sono tutte diverse.

Errori su errori – Lo spartito non cambia, il Bayern gioca come se si stesse allenando al campetto di casa. Al 24esimo trovano il raddoppio con Musiala. Ottima azione di Alfonso Davies sulla sinistra, Goretzka smista bene sulla trequarti, e arriva il giovane trequartista inglese che con un destro all’angolino trafigge Reina. A testimonianza della serata negativa, al 30esimo arriva la prima sostituzione di Inzaghi: fuori Musacchio dentro Lulic. Il mister piacentino sposta Marusic nei tre dietro e Lulic nel suo ruolo naturale di quinto a sinistra. Non c’è verso, cambi a parte, non è la serata che tutti si attendevano. Al 41esimo arriva il triplo vantaggio tedesco: Patric sbaglia un rinvio concedendo il contropiede a Coman. L’ex Juve salta Acerbi, Reina para ma tutto solo Sanè può ribadire in rete.

Evitare una goleada – Il secondo tempo diventa quasi uno stillicidio. Neppure comincia la seconda frazione che al 47esimo arriva, come se non bastasse, l’autogol di Acerbi. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo in favore della Lazio, Sanè scatta in contropiede, cross in mezzo, ma Acerbi per evitare il tap-in di Lewandoski mette dentro da solo nella sua porta. Dopo due minuti la Lazio prova a rialzare la testa. Al 49esimo palla in profondità di Luis Alberto per Correa. L’argentino salta due giocatori e spiazza Neuer, il gol della bandiera è in cascina. Da lì in poi i tedeschi rimangono in gestione della gara. Un paio di tiri di Immobile non impensieriscono più di tanto la difesa bavarese, che fa il suo in modo ordinario per i suoi standard di gioco. Un acre ritorno sulla terra per chi aveva anche solo pensato di poter sognare di giocare alla pari con una delle squadre più forti della storia del calcio.

Alessio Aliberti

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