IL RITORNO DEL CAPITANO: UN ANNO DOPO

Sono passati 382 giorni dall’ultima volta in cui Senad Lulic è entrato in campo dal primo minuto con la fascia di capitano. Era il 5 febbraio del 2020, quando lasciò il terreno di gioco durante la gara casalinga contro il Verona. Ironia della sorte, venne sostituito al minuto settantuno. Il suo minuto, che lo ha reso immortale nel derby più importante della storia. Quello che ha visto il suo rientro in campo il 24 gennaio scorso contro il Sassuolo. Oggi contro la Sampdoria tornerà in campo dal primo minuto, per tornare a scrivere pagine di storia a tinte biancoceleste. Rimetterà la fascia di capitano sul braccio sinistro. Tornerà a correre avanti e indietro sulla fascia sinistra, per aiutare la Lazio in una gara che si annuncia molto complicata. Ha superato tre interventi; un anno di riabilitazione e di ansie. Ora è pronto a riprendersi la scena.

Lulic è ancora fondamentale per questa squadra. In campo e nello spogliatoio. Tutti quelli che in questi anni sono stati scelti per affiancarlo, o sostituirlo, hanno deluso le aspettative: da Durmisi a Lukaku, da Jony a Fares, passando per Kiyine e Djavan Anderson, senza dimenticare gli altri esterni che per un motivo o per un altro non sono riusciti a lasciare il segno, come Garrido, Braafheid, Cavanda. Tutti sono stati incapaci di scalfire la leadership di Senad Lulic.

Punto di riferimento per gli allenatori

Il suo modo di giocare, la sua imprevedibilità, il moto perpetuo che lo ha reso protagonista assoluto e il cuore che mette in campo ogni volta che indossa la maglia biancoceleste, lo hanno reso indispensabile per tutti gli allenatori che si sono succeduti sulla panchina della Lazio. Reja lo ha lanciato, Petkovic (che lo aveva avuto e svezzato in Svizzera) gli ha affidato le chiavi della fascia sinistra, Pioli e Inzaghi lo hanno reso una pedina insostituibile nello scacchiere tattico biancoceleste. Lulic è pronto a tornare a scrivere pagine di storia laziale. Come fece il ventisei maggio, quando ha fatto impazzire di gioia e dolore un’intera città.

Il loro incubo più grande

E’ diventato l’incubo dei tifosi giallorossi. Li ha mandati in analisi decidendo la sfida più importante nella storia della stracittadina; il suo è diventato un nome tabù per la sponda romanista del Tevere. I tifosi della Roma contestarono ampiamente la loro ex bandiera Pruzzo, reo di avergli fatto i complimenti in una diretta radiofonica. Oggi riempiono di insulti Cassano che ha semplicemente esaltato l’eternità di un gol che resterà per sempre un nostro motivo di orgoglio e un loro incubo. Quando rischiò di perdere un dito a causa di un incidente, ironizzarono sull’accaduto dedicandogli un ignobile striscione (naturalmente dimenticato e sottaciuto da tutti i censori dei cori contro Zaniolo). Striscione al quale lo stesso Lulic rispose con ironia, scatenando altre reazioni scomposte; ha trascinato la Lazio, regalando un gol a Keita, in un derby che rischiava di essere ricordato per il più incredibile errore arbitrale: Strootman simulò un fallo in area e ingannò Orsato. Lo stesso arbitro del 26 maggio. Oggi sarà Massa a “battezzare” il suo ritorno in campo dal primo minuto con la fascia di capitano. Una nuova storia da scrivere. Senad è pronto.

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