Pedro Neto: “Inzaghi non ha la mentalità per lanciare i giovani”

Quarantadue minuti in due stagioni. Questo il misero bottino collezionato da Pedro Neto in campionato con la maglia della Lazio. Arrivato giovanissimo, insieme al connazionale Bruno Jordao, ha immediatamente fatto intravedere doti tecniche fuori dal comune, ma è rimasto schiacciato dalla concorrenza: difficile trovare spazio in una squadra dove c’erano attaccanti come Ciro Immobile, Joaquin Correa, Felipe Caicedo e (nella prima parte di stagione, fino a quando Inzaghi non lo ha spostato a centrocampo) Luis Alberto. Pedro Neto si è dovuto accontentare delle briciole: tanta panchina, qualche apparizione in Primavera, poi il mondiale Under 20 con il Portogallo e la cessione al Wolverhampton. Due stagioni, poche presenze, una grande valutazione (figlia del lavoro del manager Jorge Mendes, lo stesso di Cristiano Ronaldo) e la sensazione di non essere riusciti a valorizzarne la crescita.

Pedro Neto, due anni, cinque presenze tra Campionato e Coppa Italia con la Lazio

Rinascita in Inghilterra

In Inghilterra ha trovato spazio e fiducia. In un campionato dove non si ha paura a lanciare i giovani, Pedro Neto ha giocato con maggiore continuità: 44 partite con cinque gol e cinque assist lo scorso anno (tra Premier e coppe); 24 presenze, con 5 gol e tre assist in questa stagione. Niente male per un attaccante che deve ancora compiere 21 anni. Oggi ha ricordato l’esperienza laziale, “accusando” seppur senza vene polemiche, la mentalità del tecnico Inzaghi, poco propenso a lanciare i giovani. “L’allenatore (Inzaghi ndr) non aveva questa mentalità – ha dichiarato a Route One Football – Aveva un’ottima squadra, ma non la mentalità di lanciare i calciatori più giovani. Questa era la sua idea e io l’ho sempre rispettata”.

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