Signori: “Laziali vi porto nel cuore. Che bravo Immobile, contento che sia lui a superarmi”

“Ringrazio di cuore tutti i tifosi biancocelesti. Sono stati sempre al mio fianco e mi fa piacere verificare come, dopo tanti anni, il legame è ancora forte”. Ai microfoni di Radio Incontro Olympia, Beppe Signori festeggia il suo compleanno, rispondendo ai tanti messaggi dei tifosi laziali. “Approfitto per fare i complimenti a Ciro Immobile per ciò che sta facendo. Sta segnando tanti gol e sono contento che stia battendo tutti i record. Anche il mio. I record sono fatti per essere superati e Ciro sta facendo cose incredibili. A me resta la soddisfazione di aver segnato tanti gol negli anni in cui in Italia c’erano i migliori difensori ed attaccanti come Batistuta, Weah, Baggio e tanti altri”.

Signori apre le pagine dei ricordi a tinte biancocelesti. “Il gol più bello? Forse quelli contro Torino e Inter. Il primo dopo un testa a testa con Bruno, il secondo contro Bergomi. Bellissimo anche quello a Pescara. Peccato che quel giorno Gazza fece un gol meraviglioso che oscurò tutto il resto. La rete al Milan al volo? Li ho sbagliato il tiro (sorride). In quella partita mi hanno tolto un gol per una deviazione minima di Baresi. Oggi non sarebbe mai autogol”. A proposito di Milan, indimenticabile l’esultanza dopo un gol contro i rossoneri quando si tolse la maglia da gioco, avendone un’altra sotto. “Ero talmente sicuro di fare gol che misi due maglie. Così avrei evitato il giallo se me la fossi tolta. Ma non funzionò. La regola che ci faceva ammonire in caso di corsa sotto la curva era assurda. Noi che giocavamo in uno stadio con la pista di atletica siamo stati sfavoriti”.

Giuseppe Signori, tre volte capocannoniere con la maglia della Lazio: nel 93, nel 94 e nel 96

Uomo derby

Capitolo derby. Pochi hanno visto il suo tiro al volo nella nebbia. “Neanche io. E fu un gol incredibile perchè segnato di destro. Nel 1995 non dovevo giocare la gara di ritorno. Ero infortunato, ma fino all’ultimo provai e alla fine, dopo un colloquio con Ferola, il preparatore, presi la decisione di scendere in campo. E feci gol. Come la stagione successiva. Quando andai sotto la curva e venni espulso. Mi ero completamente dimenticato del cartellino giallo. Cosa mi disse Zeman? Che prima di battere il rigore me l’ero fatta sotto”.

Il modo unico di calciare dal dischetto, da fermo con il sinistro

Proprio il suo modo di calciare dal dischetto ha fatto storia. “Come mi è venuto in mente? Pensando al gioco delle freccette, dove non serve la potenza, ma la precisione. Un pò come dagli undici metri. Poi tirando in quel modo sono riuscito anche a dare potenza al tiro, ma ho sempre pensato che potesse essere un modo per beffare i portieri. Diciamo che oggi, con il Var avrei potuto calciare molti più rigori e segnare molti più gol”. Nel 1995 venne ceduto al Parma. “Ma venne fatto tutto senza il mio consenso. Ero in Brasile con la squadra e non venni interpellato. Io ho sempre detto a Cragnotti che non avrei accettato, anche se lo stipendio che avrei preso al Parma era incredibile”.

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