Nervi tesi, rabbia ed errori di comunicazione. Ecco cosa è successo a Milano.

Nervosismo. È questa la parola che Inzaghi ha ripetuto più volte alla fine della partita e non lo ha fatto a caso, perché nello spogliatoio biancoceleste era quello il clima che si respirava. Soprattutto a fine primo tempo. Rabbia per il rigore concesso da Fabbri che ha indicato il dischetto, a detta di tutti e del tecnico, con eccessiva sicurezza.
Avrebbero voluto un controllo al Var.
E poi c’è stato anche l’episodio che ha portato al 2-0 sempre di Lukaku ad essere molto contestato, o meglio ha creato anche quell’episodio grande nervosismo. L’intervallo – scrive Il Messaggero – nella pancia di San Siro, Inzaghi l’ha passato a fare lo psicologo. Ha dovuto letteralmente calmare i bollenti spiriti dei suoi. Non solo perché trovarsi sul 2-0 subendo due tiri in porta, avendo fatto maggiore possesso palla, ha creato enorme frustrazione.
La squadra indispettita proprio per il fatto che, nonostante stesse giocando bene, non stava raccogliendo nulla. Anzi, la sensazione era proprio quella di essersi fatti male da soli. Rabbia e delusione che dovevano essere placate in qualche modo. Inzaghi aveva pensato a due cambi nell’intervallo. Hoedt per il solito motivo dell’ ammonizione, poi Leiva. Peccato che nella confusione generale sia saltata totalmente la comunicazione.
E così L’olandese e il brasiliano si sono regolarmente ripresentati in campo. Attimi di panico poi dalla panchina ecco l’ufficializzazione delle sostituzioni con enorme disappunto dei due. Soprattutto dell brasiliano che stava tenendo il centrocampo.
Rabbia e nervosismo che sono proseguite anche durante il secondo tempo: la foga con cui la Lazio si è lanciata in avanti subito dopo il gol del 2-1, ne è l’esempio più lampante.
Di questo Inzaghi ne ha parlato anche ieri alla squadra: un dettaglio che non è sfuggito nemmeno al presidente Lotito.

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