Lulic: la mia vita alla Lazio e quel 26 maggio

Senad Lulic si è raccontato in una lunga intervista ai microfoni di Lazio Style Channel: dall'arrivo nella Capitale alle tre coppe vinte con la maglia biancoceleste.

Senad Lulic si è raccontato in una lunga intervista ai microfoni di Lazio Style Channel: dall’arrivo nella Capitale alle tre coppe vinte con la maglia biancoceleste.

Senad Lulic si è raccontato in una lunga intervista ai microfoni di Lazio Style Channel. Una vita in biancoceleste: “I dieci anni qui sono passati velocissimi. Sono arrivati qui con mia moglie e adesso abbiamo una famiglia con tre figli. Il tempo vola e noi siamo cambiati. Abbiamo un altro senso della vita. Mi trovo benissimo qui, ogni anno si rinnova il mio amore per questa squadra. Tutti mi ricordano il mio esordio a San Siro, come ero entrato in campo. Non ci si aspettava tanto da me. Su un calciatore che viene dalla Svizzera, dallo Young Boys, non si ripongono le stesse aspettative che si hanno, ad esempio, su uno come Klose, Lorik Cana o Cissé. Si punta a occhi chiusi su gente di questo tipo. Io ho potuto lavorare in silenzio dietro a loro e dimostrare il mio valore negli anni. Avevo la tranquillità di poter lavorare, di poter imparare”.

Su Coppa Italia e Supercoppa vinte nel 2013 e nel 2017: “Sono state emozioni infinite. Queste finali sono particolari. Vedendo la partita, i giocatori che erano da un paio di anni qua, come Ledesma e Mauri, si leggeva benissimo nei loro occhi quanto pesasse. Io non sentivo quella pressione così tanto. Oggi invece lo so cos’è e lo sento. Diciamo che in quel giorno mi ha aiutato perché non ero così nervoso come altri. Per fortuna è andata così. Il derby è sempre una cosa molto bella e particolare soprattutto qui a Roma. E poi l’altra finale con la Juventus. Quando vinci è sempre bellissimo, poi sono orgoglioso di aver scambiato il gagliardetto con Buffon, uno che prima guardavo solo in tv. Poter alzare una coppa davanti a tutti quei campioni, è stato bello ed anche molto divertente. Bisogna sempre divertirsi in campo, questa è la strada che abbiamo imboccato negli ultimi anni. Quando ci sono queste partite ci siamo sempre stati. Avere tutta la gente a Formello che ti aspetta e condividere la propria gioia con loro è una cosa bellissima che ti rimane per tutta la vita”.

Infine, quella vinta nel 2019: “Quando ho segnato avevo qualcosa da farmi perdonare perché l’1-1 della Juventus era colpa mia. Quindi è stato bello poter segnare e riportare sopra la squadra. Ci eravamo preparati tantissimo e tenevamo molto a quella partita. Vincere è una soddisfazione a quanto fatto durante tutto l’anno. Abbiamo battuto la Juventus due volte in 14 giorni. Ci ha dato una consapevolezza importante, ci ha fatto sentire forti e ci ha fatto credere in quello che facevamo”.

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