Pupi Avati si scusa con la Lazio e i laziali

E’ esplosa nella mattinata di oggi la polemica sui social e nelle radio romane di riferimento laziale con i tifosi della Lazio che sono letteralmente insorti contro il celebre regista italiano Pupi Avati. Al centro della questione l’ultimo libro del regista, L’archivio del Diavolo, dove uno dei personaggi, Furio Momentè, viene descritto come un “laziale di me…”. La pagina sarebbe diventata virale in poche ore su internet, scatenando appunto la rabbia oltre che lo sconcerto dei tifosi della Lazio, stufi oramai di essere sempre al centro dell’attenzione non per le meravigliose gesta sportive della squadra di Inzaghi ma sempre tirati in ballo con cose che nulla a che fare con il campo da gioco. Poi nella tarda mattinata, il famoso regista intervenendo ai microfoni di TMW Radio ha provato a spiegare le sue ragioni: “Mi ha telefonato mio figlio da Londra per dirmi questa cosa. Sono state tratte due battute dal romanzo ambientate in un contesto romano. Per renderlo più credibile ho immaginato i due vigilantes come dei tifosi e quindi questi insulti, che sono ricorrenti nei dialoghi tra i tifosi, rendono verosimile la situazione. Sto inviando una lettera al presidente Lotito proprio per spiegare la situazione. Non volevo ferire nessuno. I miei figli tifano da sempre la Lazio e sono grande estimatore di Simone Inzaghi”. Incidente chiuso anche se non si capisce come mai per spiegare e motivare dei dialoghi in un’ambientazione romana si debba per forza calcare la mano sulla nostra squadra o sui suoi tifosi.

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