Muzzi: “Lazio quanto sei cresciuta. Orgoglioso di ciò che ho fatto con la maglia biancoceleste”

Roberto Muzzi, doppio ex di Lazio e Cagliari, commenta ai microfoni di Radio Incontro Olympia, la sfida di domenica prossima allo stadio Olimpico. “Lazio e Cagliari, due squadre che vivono un periodo completamente diverso. La Lazio si è ripresa e con Inzaghi gioca un grande calcio. Il Cagliari è una formazione di tutto rispetto e che ha degli ottimi elementi. Forse prende troppi gol e non riesce a chiudere le partite, ma è una squadra da tenere d’occhio. La Lazio è una grande squadra e Simone Inzaghi sta facendo benissimo. Se pensavo potesse arrivare a certi livelli? Io l’ho affrontato nelle giovanili e la cosa che impressionava era che conosceva tutti i calciatori. Suoi e degli altri. Si vedeva che faceva tutto con passione. Ho giocato con lui, nelle finali di Coppa Italia io ho iniziato la partita e lui è entrato al mio posto. Eravamo tutti e due non al cento per cento, ma abbiamo dato tutto”.

La crescita della Lazio

Muzzi ha lasciato la Lazio dopo il primo anno di gestione Lotito. Ha visto nascere il progetto della nuova società ed oggi è convinto che la Lazio sia cresciuta tantissimo. “Eravamo una banda, in una difficoltà pazzesca. Siamo partiti per una tournèe in Giappone e non sapevamo neanche se potevamo tornare a Roma. Oggi la Lazio è una delle società migliori e devo dire che sin dai primi giorni di Lotito si vedeva che si stava formando una società seria, con progetti importanti. Lotito ha tutti i difetti del mondo, ma è uno che sa fare quadrare i conti, sa fare il presidente e ha trasformato la Lazio, portandola, insieme a Tare ad essere grande. Io ero sicuro che con Lotito le cose sarebbero andate bene”.Due anni a Roma, tra attese e qualche rimpianto. “Quando indossi quella maglia è una cosa splendida. Il raggiungimento di un sogno. Io ero in curva a tifare per la Lazio di Giordano e speravo di regalare questa gioia a tutti i tifosi. Purtroppo credo nella mia carriera di aver fato bene ovunque, tranne che alla Lazio. Sono stato martoriato dagli infortuni. Ogni volta che recuperavo da un problema ne sopraggiungeva un altro. Io ce l’ho messa tutta. Mi resta la soddisfazione di aver vinto una coppa Italia, di aver segnato un gol in Champions e di aver segnato il gol salvezza, nel primo anno di Lotito presidente”.

Stam un robot

Tanti i ricordi. “Quella volta che Couto prese la mia testa per litigare contro un giocatore del Brescia. Fernando era così. La persona più buona del mondo fuori dal campo, ma in campo litigava con tutti. Stam era un robot. Una volta Liverani, che in allenamento si lamentava sempre quando veniva toccato, andò in contrasto con lui; quando si rialzò voleva discutere, ma appena vide che era l’olandese, cambiò subito espressione e si calmò. Eravamo un bel gruppo. Io ho atteso tanti anni prima di raggiungere il mio sogno da bambino e speravo potessi fare meglio. Non rinnego nulla della mia carriera, anche gli anni passati alla Roma, dove sono crescuto come uomo e come calciatore. Ricordo quando mi fecero togliere la medaglia con l’aquila. Ma poi alla Lazio ho potuto rimetterla. Ho dato tutto per questa maglia, mi dispiace solo non essere ricordato. Forse se avessi fatto qualche gol in più sarei stato invitato più spesso a qualche evento.”

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