Lazio: la magia finale di Inzaghi

La quinta vittoria consecutiva rilancia la Lazio in zona Champions e si trasforma anche in un segnale per chi davanti ha tenuto il ritmo più alto per un girone intero. Come possiamo leggere dall’edizione odierna del Corriere dello Sport, i tre gol di Bergamo, contro l’Atalanta, equivalgono a quelli segnati contro la Roma per il peso che hanno: è chiaro che vincere il derby ha tutto un altro sapore, ma da anni ormai la sfida contro i nerazzurri e, in particolare, contro Gasperini è diventata un vero cult. Quattro giorni fa Inzaghi aveva lasciato la semifinale di Coppa Italia ai rivali, nonostante il vantaggio dell’uomo in più per quasi un tempo, mentre ieri gli ha dato una lezione di novanta minuti preparando e giocando la partita perfetta. Conclusa con il capolavoro delle ultime sostituzioni sul 2-1: fuori le due punte titolari, Correa e Immobile, dentro gli attaccanti di riserva, Pereira e Muriqi. E proprio loro hanno confezionato, in uno spettacolare contropiede ispirato da Milinkovic, il terzo gol, quello del successo e della rivincita più attesa. Si è rivista, da gennaio, e in particolare ieri come già nel derby, la Lazio che nella stagione scorsa aveva vinto 11 partite consecutive, conquistato la Supercoppa contro la Juve e conteso, proprio alla squadra di Sarri, il primo posto. Si era spenta la luce insieme con il lockdown, all’improvviso, e non si era più accesa, se non nel girone di Champions da cui la squadra è uscita imbattuta e con il diritto di giocare gli ottavi contro il Bayern di Monaco.

IL CAPOLAVORO DI INZAGHI

Cinque partite di grande volontà e carattere, più il capolavoro realizzato contro il Dortmund di Haaland, ma la vera Lazio in campionato si è ripresentata il 6 gennaio. Fiorentina, Parma, Roma, Sassuolo e Atalanta battute una dietro l’altra con le idee e i gol di Luis Alberto, la sostanza e la qualità di Milinkovic Savic, la prepotenza di Immobile, la velocità di Lazzari, l’esperienza di Reina e la rivoluzione di Marusic, che spostandosi da destra a sinistra è diventato il vero e unico erede di Lulic dopo i fallimenti di Durmisi, Jony e Fares.

12 gol fatti, solo 3 subiti: invertita la tendenza di una difesa che non riusciva più neanche a valorizzare Acerbi, da tempo il miglior centrale del campionato. Le difficoltà di Hoedt e Patric, emerse anche nella doppia sfida contro l’Atalanta, potrebbero essere cancellate dall’arrivo di Musacchio, già chiamato in soccorso ieri dopo il giallo immediato (una costante inquietante) allo spagnolo: l’esperienza dell’ex milanista potrebbe aiutare Inzaghi a risolvere nel girone di ritorno i problemi del reparto arretrato, che andranno affrontati una volta per tutte sul mercato estivo.

Il tecnico, nel frattempo, cercherà di compiere un altro capolavoro riconquistando un posto in Champions: l’autofinanziamento con i risultati sportivi resta l’unica strada da percorrere ai tempi del Covid. L’altra, cioè indebitarsi senza limiti come i club milanesi, non è mai piaciuta a Lotito.

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