Lazio, spauracchio Atalanta. A Bergamo finisce 3-2, nerazzurri in semifinale di coppa

Non basta un super Acerbi ed il momento positivo per battere i ragazzi di Gasperini. A Bergamo i biancocelesti giocano anche in superiorità numerica per metà partita.

Bergamo – Quarti di finali di coppa Italia, Atalanta-Lazio. Contro i bergamaschi non è mai una sfida semplice o banale, Inzaghi sceglie le seconde linee, Gasperini conferma i titolari. E’ la prima di due sfide a stretto giro, e nessuna delle due squadre vuole rimanere indietro. Alla fine la spuntano i nerazzurri, che anche se per buona parte del secondo tempo giocano in dieci, meritano le semifinali di coppa Italia. Nella Lazio troppi gli errori in fase difensiva, Hoedt e Parolo in quella posizione non sembrano ai livelli che richiedeva la gara. Si salvano solo Reina, che para un rigore; e Acerbi, autore di un gol ed un assist.

Rush iniziale – L’Atalanta parte subito bene, perché i biancocelesti, un po’ incerti in difesa cominciano subendo lo svantaggio. Al quinto minuto, dagli sviluppi di un calcio d’angolo una spizzata in area mette fuori causa la difesa laziale, che non riesce a rinviare. Alla fine è Djmsiti a mettere dentro con la zampata vincente il gol dell’uno a zero. Lazio in confusione, bergamaschi che legittimano il vantaggio con aggressività a possesso profondo. Ma è proprio quando meno te lo aspetti che i ragazzi di Inzaghi, in fiducia, danno lo strappo decisivo alla partita. Al 16esimo azione manovrata sulla sinistra, cross di Acerbi dal fondo, la testa di Muriqi non perdona. Gol bellissimo, con la frustata a superare Gollini in pallonetto, uno a uno, palla al centro.

Botta e risposta – Passa un quarto d’ora in cui la Lazio prende dominio del campo ed il risultato si ribalta. Al 33esimo break di Acerbi a centrocampo su palla scoperta dell’Atalanta, il Leone fa tutto da solo, arriva in area, finta di corpo su Pallomino, e Gollini viene spiazzato di mezza punta destra. E’ una partita che non ha momenti di stasi, al 36esimo azione insistita di Muriel sulla sinistra. Il colombiano ubriaca letteralmente di finte Hoedt, mandandolo fuori causa, palla al centro dell’area per Malinvoski, dove tutto solo può calciare in porta per il 2-2. Uno scoppiettante primo tempo termina con il risultato in parità.

Lazio uomo in più – La seconda frazione comincia subito con due cambi per Inzaghi. Fuori gli ammoniti Patric e Fares, dentro le certezze Parolo e Lazzari. Parolo va ad occupare la posizione di terzo a destra in difesa, un ruolo momentaneo anche in attesa del neo-acquisto Musacchio. Al 53esimo il match ha il primo lampo del secondo tempo, ottima manovra di Muriqi sulla trequarti, che lancia da solo Lazzari. L’esterno laziale punta la porta tutto solo, ma Pallomino lo stende, fallo da ultimo uomo, bergamaschi che rimangono in dieci. Ma ironia della sorte, al 57esimo altra follia di Hoedt in difesa, Romero ruba palla e serve Miranchuk in area, che non perdona Reina: tre a due.

Tutti in avanti – Inzaghi non ci sta, corre subito ai ripari, un gol in dieci è duro da digerire, soprattutto se Gasperini inserisce anche Zapata per il finale. Al 63esimo esce Escalante ed entra Correa, contemporaneamente in campo Milinkovic, l’argentino, Pereira e Muriqi. Neanche il tempo di mettersi bene in campo e ancora una entrata scellerata di Hoedt su Zapata, costa il Penalty alla Lazio. Al 66esimo però è Reina a fare una magia: incanta il centravanti colombiano che sbaglia dagli undici metri, La Lazio resta viva. A venti minuti dalla fine è anche il momento di Immobile, Inzaghi richiama il peggiore in campo Hoedt e tenta la quarta punta. La Lazio si riversa tutta a ridosso dell’area avversaria, ma i giocatori davanti fanno fatica a trovare spazio e posizioni. Nel finale c’è tempo anche per Lulic, che rileva Pereira dal campo. Il finale è un forcing, i biancocelesti cercano il tutto per tutto, ma l’Atalanta si chiude benissimo ed è aggressiva in marcatura. I nerazzurri con grinta e corsa conquistano il passaggio del turno.

Alessio Aliberti

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