Milinkovic Savic: un Sergente tuttocampista

Il serbo ha acquistato maturità, ora non è solo genio e fantasia ma sa essere utile anche nelle due fasi.

Quando Sergej decide di giocare in questo modo e di vincere le partite, non ce n’è per nessuno. E’ la dura legge del Sergente. Come leggiamo dalle pagine del Messaggero in edicola oggi, anche ieri contro il Sassuolo, Milinkovic Savic è salito in cattedra e ha spinto la Lazio al quarto successo consecutivo in campionato, quinto Coppa Italia compresa, che la riportano a soli due punti dal quarto posto, ultimo utile per i posti in Champions League. In questo ultimo scorcio di stagione, decisivo come detto per la rimonta degli uomini di Inzaghi in classifica, il Sergente non è mai mancato ed è stato il vero protagonista. La solita tecnica e il solito strapotere fisico al servizio della squadra ma questa volta sembra aver aggiunto qualcosa in più nel carattere, nella determinazione e soprattutto nelle responsabilità delle giocate e dello stare in campo in aiuto dei suoi compagni. Quando serve la potenza ecco che assiste Leiva in mezzo al campo a protezione della difesa, correndo e rubando palloni, poi però diventa ancora più devastante se c’è bisogno della fantasia e dell’assistenza ai compagni, soprattutto quando, come ieri, viene a mancare la classe di Luis Alberto. La prima volta con il Parma in Coppa Italia non è stato semplice ma è servito ieri contro il Sassuolo per prendere per mano la squadra e guidarla fino all’importantissimo successo in chiave classifica. Il “nuovo” Sergej di questa stagione, ha deciso di timbrare più il cartellino dei bonus, 4 gol e 5 assist (che diventano 7 stagionali) infatti lo rimettono nella giusta dimensione di chi, grazie alla sua classe, alla sua fisicità, alla sua tecnica, può disporre sempre a piacimento di qualsiasi avversario. Basti pensare che da quando è arrivato alla Lazio nel 2015 , nessun centrocampista d’Europa ha saputo fare meglio di lui con i suoi 10 gol di testa.

Quella capocciata d’autore che lascia storditi i portieri per la forza e la precisione del colpo inferto al pallone. Giunto alla sesta stagione in maglia biancoceleste, questa sembra avviarsi ad essere quella della definitiva consacrazione, grazie ai numeri, alla partecipazione alla Champions League ed a una costanza di rendimento mai mostrata prima. Grazie all’aiuto, ai consigli e al lavoro di mister Inzaghi, Milinkovic si avvia oramai a diventare a tutti gli effetti un tuttocampista. E giocatori come lui in giro ce ne sono davvero pochi, è lontano il ricordo di quei 120 milioni di euro, messi sul banco da Lotito come valutazione del gigante serbo, forse oggi non basterebbero neanche più, soprattutto se continuasse ad essere così determinante.

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