Inzaghi tra gioie e rimpianti, con un sogno: restare a vita alla Lazio

Simone Inzaghi Incontro di Serie A Lazio vs Udinese allo Stadio Olimpico di Roma. Roma, 17-04-2019 © marco Rosi / Fotonotizia

Del 2020 che se ne va, a Simone Inzaghi resteranno un rimpianto spaccafegato, due obiettivi centrati, tanti record e mille emozioni. Il primo: lui, l’allenatore della Lazio, è convinto che se non fosse piombata la pandemia a interrompere la magia, la sua squadra avrebbe vinto lo scudetto. Non glielo toglie dalla testa nessuno e il suo amico Tare – riporta Repubblica – la pensa allo stesso modo. Gli obiettivi centrati sono noti: la qualificazione in Champions League dopo 13 anni e il passaggio agli ottavi dopo 20. “Il coronamento di quattro anni e mezzo di lavoro”dice. A giugno si concluderà la sua quinta stagione alla guida della Lazio, ma Inzaghi pensa che il ciclo non sia finito. Ha battuto primati storici a partire dalle presenze in panchina. Molto però c’è ancora da fare: crede in questo gruppo di giocatori, il feeling con Tare e Peruzzi è solido e vorrebbe togliersi ancora altre soddisfazioni con il club della sua vita, abbracciato nel 1999 e amato senza dubbi. Il suo sogno è quello di diventare il Ferguson biancoceleste.

Non a caso la moglie Gaia ha risposto con un enorme “certo” alla domanda: Simone sogna di restare alla Lazio a vita? Molto significativo. Ora bisogna capire se Lotito, che ha sempre dato fiducia al suo pupillo, la pensi così pure lui. Tre incontri, ma la fumata ancora non arriva: il nodo principale resta la convinzione di continuare insieme: se quella c’è, l’accordo su durata e ingaggio si troverà.

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