Noi siamo la Lazio

Alzi la mano chi, nel profondo del proprio cuore, non era convinto che dentro la pallina pescata da Stephan Chapuisat, si nascondesse proprio quel nome: il più temuto, quello che speravamo di evitare. Ad oggi il Bayern Monaco sembra una squadra imbattibile. E senza difetti. Forte fisicamente, esperta, tecnica e imprevedibile. L’unica squadra europea in grado di unire la potenza teutonica ad una classe innata. Una squadra che annovera il miglior portiere del mondo e uno dei centravanti più forti e completi del panorama calcistico italiano.

Tutti al loro cospetto partono battuti in partenza. Nessuno può essere paragonato al livello dei campioni d’Europa in carica. Il Bayern Monaco è lo spauracchio per ogni avversario. E lo sarà anche per noi. Ammetto che il primo pensiero, appena ho visto aprire quella pallina, è stato un mix tra rabbia, delusione e rassegnazione. Poi, ho cercato (invano) di trovare un difetto ai nostri prossimi avversari. Infine, la paura si è trasformata in consapevolezza. E in voglia di non rassegnarmi ad un destino che sembra già scritto. Perchè se stessimo settimane, mesi, a cercare un solo motivo per sperare di batterli, probabilmente non lo troveremmo.

Loro sono imbattibili, mentre noi rappresentiamo una new entry in un palcoscenico che avevamo dimenticato per tanto, troppo tempo. Degli intrusi, forse per qualcuno degli imbucati ad una festa di galà. Ma nella nostra storia siamo stati sconfitti in partenza tante volte. E molte volte siamo riusciti in imprese insperabili. Eravamo sconfitti a Pechino quando affrontavamo l’Inter di Mourinho. Lo eravamo quando abbiamo iniziato una stagione con la spada di Damocle di nove punti da recuperare (la vittoria ne valeva due). Eravamo sconfitti in partenza quando (già retrocessi) affrontammo in un derby i Campioni d’Italia e finalisti di Coppa Campioni. Eppure uscimmo imbattuti.

Oggi non siamo al livello dei campioni d’Europa, ma non siamo neanche quella squadra rabberciata che in passato ha ottenuto risultati impensabili con la grinta e il carattere delle provinciali. Oggi siamo la Lazio imbattuta dopo un girone di Champions League. Siamo la squadra che può vantare la presenza della Scarpa D’Oro. Siamo la Lazio di Pepe Reina, portiere conosciuto e stimato in tutto il mondo. Siamo la Lazio di Milinkovic, nome che in Europa hanno iniziato a conoscere e ad apprezzare. Siamo la Lazio di Lucas Leiva, che in quanto ad esperienza in Champions non è secondo a tanti calciatori del Bayern. Siamo la Lazio di Luis Alberto e delle sue giocate. Siamo la Lazio che nel doppio confronto ha dato una lezione di calcio al Borussia Dortmund. Siamo la Lazio. Una squadra che in questi ottavi di finale non ha nulla da perdere. Se dovesse uscire, al cospetto del fortissimo Bayern, nessuno si sentirà in dovere di fare drammi. Ma se poco poco riuscisse in un’impresa inimmaginabile…

Beh, ora è inutile pensarci. Caro Chapuisat, potevi essere più magnanimo. Ma alla fine ci regalerai una notte, anzi due notti, di grande spettacolo. Aspettavamo o no da tanti anni partite di questo livello? E allora giochiamocela. Senza paura. Noi siamo la Lazio.

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