Lazio tra le prime 16 d’Europa, nonostante la paura.

Primo tempo – All’Olimpico la Lazio si gioca la storica qualificazione agli ottavi di Champions, un traguardo
che manca da ben venti lunghi anni. Da Inzaghi ad Inzaghi, dal campo alla panchina i biancocelesti non
vogliono fallire l’occasione ed infatti i giocatori scendono in campo subito concentrati e motivati. Nella
prima frazione la Lazio gioca bene la palla, è padrona del campo ed al 12esimo va subito in vantaggio: break
Leiva che gioca velocemente sulla trequarti per Correa, velo delizioso che smarca Luis Alberto per il tiro, lo
spagnolo centra il portiere ma sulla ribattuta è svelto lo stesso Correa a insaccare in rete. Dopo il gol però la
Lazio ha il primo passaggio a vuoto: tiro velenoso dalla trequarti del numero 10 belga Lang, Reina non
trattiene, Vormer è il più veloce a ribattere in rete per il gol dell’1-1. Dopo il pareggio la Lazio risente
dell’occasione persa ed il Bruges prende coraggio: brutto errore di Hoedt in impostazione e ci manca poco
che De Kaetelere non fulmina Reina dal limite dell’area. E allora nel momento del bisogno il “capitano Ciro”
si carica la squadra sulle spalle: dopo una azione personale sul versante sinistro avversario si procura e
realizza il rigore del nuovo vantaggio biancoceleste. Dagli undici metri sono 41 con la maglia della Lazio per
Immobile, i record battuti non si contano più per il talento di Torre Annunziata. 2-1. Nel finale del primo
tempo c’è spazio per l’espulsione da parte dell’arbitro del terzino sinistro del Bruges Sobol, che dopo essere
stato graziato due volte dal direttore di gara, al terzo intervento su Lazzari nel giro di 3 minuti, viene
allontanato definitivamente dal terreno di gioco.
Secondo Tempo. La seconda frazione si apre con l’immediata sostituzione da parte di Inzaghi del già
ammonito Hoedt, al suo posto Stefan Radu che fa scalare Acerbi al centro della difesa. E al 5’ c’è subito una
ghiotta occasione per Correa: Milinkovic sulla trequarti trova la verticalizzazione per l’argentino che lascia
partire un diagonale che si spegne di poco al lato. La Lazio rimane in controllo della partita per tutta la
prima metà del secondo tempo, Inzaghi ci riflette e al 70esimo prende i primi provvedimenti dalla
panchina: fuori Luis Alberto, Immobile e Leiva, dentro Escalante, Caicedo e Akpa Akpro. Proprio sull’azione
prima di uscire Immobile ha la palla del tre a uno, che dopo un assist perfetto di Luis Alberto il centravanti
biancoceleste spedisce di poco alta. E come spesso succede nel calcio, da un gol mangiato arriva un gol
subito: da un cross sulla fascia destra belga arriva un assist con il contagiri sulla testa di Vanaken, che fa 2-2.
Se le partite non le chiudi subito quando sei in vantaggio di uomini e di risultati, spesso finisci per soffrire;
soprattutto se poi non riesci a capitalizzare neppure le occasioni clamorose. Il ct piacentino cerca nel finale
di aggiustare il tiro richiamando Correa in panchina e lasciando spazio a Pereira, ma la Lazio stringe i denti e
conduce in porto un 2-2 che significa qualificazione. Ma sta anche a significare che nella serata
dell’Olimpico i biancocelesti hanno peccato di personalità e abitudine a giocare certe partite da dentro-
fuori in competizioni come la Champions. Il Bruges ha fatto il suo, nel finale centra anche un legno ma non
è mai stato una formazione irresistibile – ed in più ha giocato in inferiorità numerica per più di metà gara.
Stasera Inzaghi raccoglierà i pezzi positivi per ripartire in campionato, gli ottavi di finale di Champions
tornano a Roma sponda biancoceleste. Ora c’è da festeggiare.

Alessio Aliberti

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