Focus Borussia: squadra giovane e con tanta qualità. E un attacco da far paura

Sarà per la maglietta che rievoca romanticamente il cartone dell’Ape Maia, o sarà per i precedenti storici che vantano Lazio e Borussia, ma la partita di domani sera del Westfalenstadion sarà una gara da favola. Le due squadre si somigliano: grande gioco, allenatori che hanno costruito un gruppo vincente, o perlomeno aspirante tale. Il Borussia è una delle squadre più accreditate per entrare nelle prime otto d’Europa. La sua politica negli ultimi anni è sempre la stessa: comprare e rivendere i grandi giocatori che alla corte di Favre hanno trovato il successo e la vetrina mondiale. Partendo da Lewandwoski per arrivare ad Hȧaland, il BVB ha sempre vantato delle grandissime soluzioni offensive, oltre al ben noto gioco d’attacco. Quello di oggi è un Borussia giovanissimo. Un’età media sotto i 23 anni se si considerano tutti i componenti della squadra.

Attualmente e dopo la sconfitta in casa, 1-2 contro il Colonia dell’ultimo turno, i giallo neri sono la quarta forza della Bundesliga, ma a soli 4 punti dalla vetta occupata dal Bayern Monaco; l’unica squadra che la banda di Favre non è mai riuscita a battere negli ultimi tre anni, né in campionato, né in coppa. In Champions a parte la sconfitta all’esordio con la Lazio ha sempre vinto e convinto. Gli unici gol presi da una difesa rocciosa – capitanata dall’ex leader di Bayern e nazionale Hummels – sono stati proprio i tre con i biancocelesti all’Olimpico. Anche in campionato la squadra è molto quadrata; secondo miglior attacco e seconda migliore difesa di tutta la lega, rispettivamente dopo Bayern di Monaco e Lipsia. Quella di domani sarà a tutti gli effetti una partita di cartello. Nessuno vorrà sfigurare, perché nel vocabolario della squadra tedesca non esiste la parola accontentarsi. Giovanni Reyna, Sancho e Hȧaland, oltre ai soliti Reus e Witsel vorranno consolidare il primo posto nel girone proprio a scapito della squadra di Inzaghi. Per la Lazio sarà fondamentale tenere alta la concentrazione”.

Alessio Aliberti

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