E’ una Lazio nel segno di Immobile, è lui l’uomo in più di Inzaghi

Dopo Crotone, l’attaccante si è ripetuto in Champions trascinando i biancocelesti al successo contro lo Zenit che ha avvicinato la qualificazione agli ottavi. L’importanza del bomber sta tutta nei numeri: appena 6 le vittorie nelle 22 gare da lui saltate dal 2016 a oggi

Due partite per riprendersi la Lazio. Tre gol e un assist in 156′ minuti per ristabilire l’ordine naturale e rispondere a chi, in queste due settimane di isolamento, non aveva perso occasione per criticarlo. Ciro Immobile è tornato e le sue reti fanno rumore negli stadi vuoti. Archiviati i problemi con il balletto dei tamponi dall’esito diverso in base al laboratorio, ha guidato i biancocelesti in due vittorie in pochi giorni. Sabato sotto l’acquazzone di Crotone su un campo al limite dell’agibile: in tuffo di testa ha aperto le marcature, poi nella ripresa ha firmato l’assist per il 2-0 di Correa. E poi ieri sera contro lo Zenit: destro sotto l’incrocio al 3′ e rigore, procurato e realizzato, a sigillare il 3-1 nella ripresa.

Lazio – Zenit

Nonostante la musica fosse cambiata, non c’era l’inno della Serie A ma quello magico della Champions, Ciro è rimasto lo stesso ed è stato decisivo per firmare un successo chiave in ottica ottavi di finale: un traguardo che a Formello non raggiungono da vent’anni. Allora c’era proprio l’attuale tecnico a guidare l’attacco, ora c’è Immobile, arrivato a quota 14 reti in Uefa con l’aquila sul petto. In totale sono 7 in Champions su 12 presenze totali, con una media di un gol ogni 93,8 minuti: numeri pazzeschi per un “giocatore eccezionale”, come ha ammesso Semak, tecnico dello Zenit.

Immobile aveva segnato anche all’esordio, da ex, nel 3-1 contro il Borussia Dortmund. Pochi giorni prima era finito nell’occhio del ciclone per una prestazione opaca in Nazionale (contro l’Olanda), alla prima occasione buona sul campo ha dato una risposta chiara. Dopo la prima contro i tedeschi, il centravanti azzurro è stato fermato dalla Uefa e ha dovuto saltare le trasferte seguenti. E non è un caso che la Lazio non abbia vinto in nessuna delle due: 1-1 in Belgio e 1-1 in Russia. Anche se mancavano tanti altri tasselli, la sua è stata l’assenza più pesante: perché ogni volta che manca, la squadra di Inzaghi fa fatica. Quando non gioca la percentuale di vittorie della Lazio è del 27%: sono solo 6 i successi nelle 22 gare da lui saltate dal 2016 a oggi (9 invece le sconfitte). Dati che lo incoronano come leader. O come “king”, come è stato ribattezzato a Formello e dallo speaker dell’Olimpico. 

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