E un giorno è successo. Un giorno è accaduto l’inevitabile uno schiaffo emotivo e nazionale, un colpo che si ripercuote a ogni latitudine. Un impatto mondiale. La frase che era stata scritta più volte, ma che era stata dribblata dal destino, fa ora parte della triste realtà. È morto Diego Armando Maradona”. Questa è l’apertura del Clarin, subito dopo le 18, il primo a lanciare la notizia, che in un attimo ha fatto il giro del mondo.

Diego Armando Maradona  è morto a 60 anni. L’ex campione argentino, che era allenatore del Gimnasia, ha avuto una crisi cardiorespitatoria nella sua abitazione a Tigre, nei pressi di Buenos Aires, ed è deceduto poco più tardi, alle 13.02 ora locale, nonostante i soccorsi portati da ben nove ambulanze: i medici hanno tentato di rianimarlo senza successo. Maradona aveva appena compiuto 60 anni e si era sottoposto a un’operazione alla testa il 4 novembre scorso per rimuovere un ematoma subdurale. Tornato a casa l’11 novembre sembrava sulla via della ripresa. “Ha avuto una crisi respiratoria” ha riferito in lacrime il fratello Hugo, anche lui ex calciatore. 

Arrivederci, Diego. Sarai Eterno in ogni cuore del mondo del calcio“, scrive su Twitter l’account della nazionale argentina, con cui Maradona ha disputato 91 partite vincendo da assoluto protagonista il Mondiale del 1986. L’ex Pibe de Oro lascia tantissimi affetti anche a Napoli, dove è un mito per i suoi sette anni di militanza nel club partenopeo, che aveva guidato alla vittoria di due storici scudetti nel 1987 e nel 1990. “Per sempre, ciao Diego“, è il tweet del Napoli per commemorare il suo ex fuoriclasse. Choc nella città campana per la morte dell’idolo di migliaia di tifosi. La notizia, alla quale molti ancora stentano a credere, è rimbalzata sui telefonini. In pieno centro, in piazza Municipio, una sola voce: “Era il più grande di tutti“. Anche a Fuorigrotta, là dove si trova il San Paolo, suo tempio calcistico, c’è chi si commuove. In tanti ricordano le sue straordinarie giocate. E una donna, riferisce l’Ansa, dice “questo 2020 è veramente l’anno peggiore“. Nato il 30 ottobre 1960, Maradona ha vestito le maglie anche di Argentinos Juniors, Boca Juniors, Barcellona, Siviglia e Newell’s Old Boys. Da allenatore invece aveva guidato, con risultati altalenanti, Textil Mandiyú, Racing Club, nazionale argentina, Al Wasl, Fujairah, Dorados e Gimnasia La Plata.  “La Federcalcio argentina, attraverso il suo presidente Claudio Tapia, esprime il suo più profondo dolore per la morte del nostro mito, Diego Armando Maradona. Sarai sempre nei nostri cuori“, è il tweet con cui la Afa commenta la notizia.

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