Indagine Tamponi Lazio, “Metodo di analisi troppo incerto, tutti avranno ragione”

Tamponi Lazio: l’inchiesta rischia di evaporare in un nulla di fatto. Ma non c’entra la bontà delle indagini, quando la farraginosità dei protocolli.

Tamponi Lazio, Acone: avranno ragione tutti

“Alla fine avranno ragione tutti”. Commenta Nicola Acone, già presidente della Società campana di malattie infettive e primario dell’Azienda Ospedaliera “San Giuseppe Moscati” di Avellino, dove sono state svolte le controanalisi (ancora senza esiti) sui tamponi sequestrati dalla Procura irpina dal laboratorio Futura Diagnostica di Avellino, al quale si è affidata la squadra romana.

“In mancanza di linee guida certe e consolidate – aggiunge l’infettivologo all’Ansa – non mi pare si possa prevedere un pronunciamento diverso da questo”.

Analisi su sette tamponi

Il Procuratore aggiunto e facente funzioni di Avellino, Vincenzo D’Onofrio, oggi il magistrato ha disposto l’accertamento tecnico irripetibile su sette tamponi eseguiti su calciatori e staff della Lazio dal laboratorio Merigen di Napoli, gli stessi che erano stati processati con risultati diversi prima da Futura Diagnostica di Avellino e poi dal Centro biomedico di Roma.

I risultati diversi, eseguiti in ogni sede, suggeriscono che sui protocolli viga ancora molta incertezza. E’ il caso dei tamponi finiti al centro degli accertamenti che, secondo una prima ricostruzione, sarebbero risultati negativi ad Avellino, positivi a Roma, positivi e negativi a Napoli.

Tamponi Lazio. Protocollo incerto

Le linee guida in materia dell’Istituto Superiore di Sanità, si limiterebbero a far riferimento alla tempistica con cui devono essere processati i tamponi, ma non sono chiari ad esempio sui cicli di amplificazione. E aggiungono che sia sufficiente lo sviluppo di due geni su tre per rendere attendibile la positività o la negatività.

A rendere incerti e discordanti gli esiti sono le metodologie utilizzate: variano a seconda dei kit che le aziende forniscono ai laboratori ma, come osserva il professor Acone, “non tutte le metodiche sono uguali e non tutte hanno lo stesso grado di attendibilità”.

Per l’infettivologo avellinese, uno dei problemi che potrebbe essere alla base della “confusione”, sarebbe a monte: “Visti i troppi casi di esiti contraddittori – afferma Acone – dovremmo forse preoccuparci dell’accuratezza con cui vengono effettuati i prelievi naso-faringei (il tampone molecolare, ndr). E’ un prelievo non solo fastidioso ma che provoca anche dolore: se non ci sono queste reazioni da parte di chi si sottopone al prelievo, è altamente probabile che il tampone che verrà processato risulti inattendibile”.

fonte: thewam.net

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