Patric guarda oltre le critiche, ma serve un cambio di rotta

Patric, alla Lazio dal 2015

Per Patric è stato un inizio di stagione agrodolce: da una parte un’immutata fiducia di mister Inzaghi, che lo ha sempre schierato titolare, sia in campionato che in Champions League; dall’altra una serie di prestazioni incolore, sfociate nel calcio di rigore provocato a Bruges sul finire del primo tempo. Una trattenuta su Vaneken inizialmente sfuggita agli occhi dell’arbitro Young, richiamato poi successivamente dal Var.

Patric non sta brillando. Rispetto alle più che incoraggianti prove dello scorso anno, che hanno convinto Inzaghi a trasformalo da ultima scelta a titolare del terzetto difensivo, in questa stagione sta collezionando errori e sviste. Contro l’Atalanta ha commesso un errore madornale in occasione del gol di Gomez, respingendo di testa verso il centro dell’area di rigore e regalando involontariamente un assist all’avversario.

A Genova contro la Sampdoria ha causato il gol del tre a zero, facendosi togliere in area di rigore il pallone da Verre, che ha servito poi l’assist vincente a Damsgaard. A Bruges dopo una serie di incertezze, fortunatamente innocue, ha provocato il penalty del pareggio.

Patric è stato oggetto di critiche più o meno feroci da parte dei tifosi. Inzaghi, che lo ha inventato difensore centrale preferendolo in questi anni a gran parte dei suoi competitor (Wallace, Bastos, Vavro, solo per citarne alcuni, finiti regolarmente alle spalle dello spagnolo) continua a puntare su di lui, ma è necessario un cambio di rotta. Le buone prestazioni di Hoedt e il prossimo (speriamo) rientro in campo di Luiz Felipe, potrebbe relegarlo in panchina. Attraverso i social Patric ha voluto regalare un messaggio positivo: nei confronti di tutto l’ambiente: “Niente e nessuno può fermarti se hai un cuore e una testa forte, il sogno continua #forzalazio“.

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