Pulcini: “Siamo in attesa di risposte. Ci sono falsi positivi”

Ivo Pulcini medico della Lazio

Ivo Pulcini, responsabile sanitario della S.S.Lazio ha parlato ai microfoni di TPI. “: “Differenze tra i tamponi per la Serie A e quelli per la Champions League? No, non ci possono essere. Non ho trovato differenze tra i test effettuati in campionato ed in Champions. Indubbiamente ci sono diversi tipi di tamponi e possono sussistere motivi diversi che spingono a usarne uno invece di un altro, ma i reagenti funzionano tutti nella stessa maniera. Non esistono tamponi più o meno sensibili. In ogni caso c’è il discorso dei falsi positivi e dei falsi negativi. Noi, come Lazio, ancora siamo in attesa di due tamponi svolti ieri. In una situazione però, abbiamo contestato un falso positivo. E infatti il tampone di controllo ha riportato un esito negativo. Quando abbiamo dei dubbi, chiediamo sempre la possibilità di svolgere contro-analisi. Ma anche in queste situazioni, se c’è un problema è tecnico, non clinico. Se ho un calciatore completamente asintomatico e un tampone è positivo e l’altro è negativo, è chiaro che a cambiare sono le modalità di analisi del test stesso. I debolmente positivi? Ho già espresso la mia idea: scienziati e studiosi devono chiarire se un positivo asintomatico è malato oppure no. Io credo di no e io sono il medico che fa la diagnosi clinica, differentemente  dai virologi che conducono una vita da laboratorio indicando il metodo migliore per confermare o escludere la diagnosi del Covid-19. Siamo in presenza di persone sane, con una carica virale bassa, che non solo non causa sintomi nel soggetto portatore, ma che non trasmette sintomi (visto che non li ha), seppure poi il tampone della persona con cui è stato in contatto risulta positivo. Un tampone può determinare se una persona e malata o meno, sostituendo il medico? Io ritengo assolutamente di no. Asintomatici con carica virale alta? Si tratta di un enorme controsenso: come è possibile avere una carica virale elevata e non la presenza di sintomi? Mi appare una stupidaggine. In base ai miei studi, se si è in presenza di una malattia contagiosa, a contatto con un altra persona vengono prodotti sintomi identici. Se ciò non accade, non è possibile che esista una carica virale alta. Se un soggetto è contagioso, serve arrivare a determinare in che percentuale lo è e quali conseguenze possono prodursi. Esistono studi scientifici che non possono essere oltrepassati dalla televisione o dal timore del Coronavirus, che è più grave della pandemia stessa. In una situazione simile di confusione, con numeri sempre più complessi da interpretare, è anche difficile optare per una decisione in quanto medico della squadra. Io rispetto la legge, ma da medico ritengo che le regole siano da migliorare. Il ricorso dell’Inter sul caso Hakimi? È ovviamente giusto. Hanno bloccato un calciatore perché positivo, quando l’Inter ha poi dimostrato la negatività. Se le autorità non fanno giocare in  il calciatore, pur affermando che sta bene, è un controsenso. L’Inter può procedere con la denuncia e domandare il risarcimento danni”.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*