CUORE, GRINTA E CARATTERE. LA LAZIO PAREGGIA E MANTIENE LA VETTA

Tra mille difficoltà, senza tanti titolari, con una squadra rabberciata la Lazio di Inzaghi sfodera una prestazione di carattere, portando a casa un pareggio che le permette di mantenere la vetta della classifica, sfiorando il successo nel finale. Senza Immobile, Luis Alberto, Leiva, Luiz Felipe, Lazzari, Radu, Lulic, Cataldi, Escalante e Djavan Anderson, la Lazio sfodera una prestazione di carattere, riuscendo a soffrire e a portare a casa un risultato positivo, che poteva essere addirittura esaltante senza una sciocchezza di Patric.

La partenza della Lazio è più che incoraggiante: corta, attenta e abile nel ripartire, la squadra biancoceleste sfrutta le praterie che la difesa belga concede. Spazi nei quali Marusic, Correa e Akpa Akpro si gettano con continuità, permettendo alla squadra di creare pericoli alla difesa belga. Milinkovic è padrone del centrocampo, e dal suo estro partono le azioni più pericolose: Correa prima calcia debolmente su Mignolet dopo un perfetto taglio centrale, poi sblocca il risultato al tredicesimo con un perfetto sinistro da fuori area dopo un assist di Marusic.

Il gol del vantaggio legittima un inizio di gara più che positivo della banda Inzaghi, che sfiora il raddoppio con due ripartenze ben orchestrate, ma concluse con errori nell’ultimo passaggio di Marusic. Una Lazio attenta e compatta, ma con un Patric con la testa tra le nuvole: dopo tre errori in fase di impostazione (che hanno portato a pericoli e grattacapi all’intera retroguardia) il difensore spagnolo la commette grossa, trattenendo in maniera fin troppo evidente su Vanaken. Taylor, richiamato dal Var concede il penalty che lo stesso centrocampista trasforma con freddezza.

Gli errori di Patric esasperano Inzaghi, che nell’intervallo lo lascia negli spogliatoi, inserendo Pereyra in mezzo al campo con lo spostamento di Parolo in difesa. Pronti, via e il Bruges sfrutta gli imbarazzi difensivi di una linea arretrata inedita: Dennis a tu per tu con Reina si lascia respingere il tiro dal portiere spagnolo. Nel momento di maggiore difficoltà Inzaghi rivoluziona ulteriormente la squadra: fuori Fares, dentro Muriqui, e Lazio in campo con un inedito 4-2-3-1, con Acerbi terzino e Parolo difensore centrale. La squadra perde gli equilibri e regala tre palle gol al Bruges: Reina di testa salva su Dennis, mentre Sobol a porta vuota calcia al lato. Caicedo, già dolorante alla spalla alza bandiera bianca e viene sostituito dal giovane Cziz. Il centrocampista della primavera si piazza sulla fascia sinistra al posto di Fares, riequilibrando la squadra che torna al 3-5-2. La Lazio stringe i denti, si difende con orgoglio, non lascia palle gol agli avversari, anzi, nel finale crea due occasioni pericolose : prima Milinkovic su assist di Acerbi calcia addosso al portiere, poi Pereyra, si attarda vanificando una gran palla di Correa. Finisce 1-1. Un punto preziosissimo che permette agli uomini di Inzaghi di mantenere la testa del girone.

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